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Corato, in mostra nel museo novanta eccezionali reperti millenari

Corato, in mostra nel museo novanta eccezionali reperti millenari
di GIUSEPPE CANTATORE

CORATO - Alcuni risalgono all’ottavo secolo avanti Cristo, altri addirittura a 6mila anni fa. Preziosi testimoni che raccontano com’era la vita quotidiana nel territorio di Corato in età preistorica e protostorica. Da ieri le teche del museo della città e del territorio custodiscono circa novanta reperti affiorati dalla raccolta di superficie effettuata nell’insediamento neolitico di «Torrepaone » e dalle campagne di scavo eseguite dall’università di Bari nelle tombe a tumulo della necropoli di «San Magno». Dopo essere stati catalogati e custoditi dal centro operativo per l’archeologia di Bari, a gennaio questi antichi resti di insediamenti millenari sono stati riportati in città e ora, corredati da numeri identificativi e didascalie esplicative, sono in mostra nella rinnovata sala archeologica del museo all’inter no dell’esposizione «Corato. Storia e preistoria del territorio».

L’eccezionalità del recupero è data proprio dall’antichità dei reperti, datazione che giustifica il fatto aver ritrovato frammenti e non pezzi interi. Tra le suppellettili e gli ornamenti ritrovati ci sono orli, anse, frammenti di ceramiche in stile geometrico daunio, monili in bronzo, attrezzi, strumenti e vasellame, attrezzi in pietra levigata e strumenti litici in selce. Tra i pezzi più significativi spiccano una tazza biconica con decorazione incisa ritrovata durante uno scavo in località «Colonnella», tredici elementi in ambra, una fibula ad occhiali in bronzo, un bracciale in bronzo, una «olpe» (una brocca con corpo allungato e imboccatura rotonda) in vernice nera e una «olletta » (un vaso in terracotta) inadorna con anse a bastoncello ritrovati in alcune tombe a tumulo dell’età del Ferro in località «San Magno».

Se i frammenti rinvenuti quasi per caso nella villa «Torrepaone » dalla famiglia De Pasquier appartengono ad utensili utilizzati nella vita quotidiana, quelli scoperti nella necropoli sono invece oggetti donati ai defunti come accompagnamento verso l’aldilà. Nel museo sono già ospitate antiche ceramiche impresse e numerosi strumenti in selce di circa 8mila anni fa ritrovati proprio nell’insediamento neolitico di «Torrepaone» e le pietre miliari della «Via Traiana» provenienti dalle tombe a tumulo di «San Magno». «Corato si arricchisce di un ulteriore tesoro capace di raccontare la nostra storia attraverso reperti preziosi risalenti alla preistoria e da oggi in mostra nel museo della città e del territorio a disposizione di tutti coloro che vorranno ammirare e conoscere qualcosa in più del nostro passato e delle nostre radici» ha affermato il sindaco Massimo Mazzilli. «Questo è solo l’inizio di un percorso teso al recupero, alla valorizzazione ed alla conoscenza, al di là dei confini cittadini, delle bellezze e della valenza storica della città».

A proposito di preistoria, in questi giorni Corato è tappa inaugurale del primo «Archeotour in Puglia» che fino al prossimo 11 luglio toccherà l’area del nord barese ed il Salento alla scoperta del patrimonio archeologico e naturalistico regionale. Sono previsti laboratori in cui si potranno realizzare strumenti in selce e ossidiana, osservare fossili autentici e repliche in gesso e persino manipolare l’argilla e realizzare vasellame, monili ed ornamenti preistorici. Il tour si concluderà presso la masseria «Cimadomo», in contrada San Magno, con una visita guidata all’area della necropoli protostorica, numerosi laboratori di archeologia sperimentale e la suggestiva scena dell’accensione del fuoco.

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