Giovedì 17 Gennaio 2019 | 07:28

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Crisi Om, svolta vicina Interessate due aziende in lizza Lcv e Sandretto

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BARI - Il colpo di accelerazione arriva. La crisi della ex «Om carrelli elevatori» sembra davvero alle battute finali. Solo che le ciambelle di salvataggio, o se vogliamo i trampolini di rilancio, si sono ridotti a due: l’americana Lcv e la piemontese Sandretto. Non quattro o chissà quanti, ma solo due. La novità è che ieri a Roma al ministero per lo Sviluppo economico la clessidra è stata girata. Lo dice il sindaco, Antonio Decaro, che all’incontro romano ha preso parte. Sicché la doppia pista porterà a una scelta: al posto dei carrelli elevatori, o un’automobile quasi tutta di plastica (costerà, si dice, intorno ai 13mila euro) o le presse per la stampa di materiale plastico che creeranno meraviglie tridimensionali

«La prossima settimana il ministero deciderà quale piano industriale, se per la costruzione di un’automobile o per la produzione di presse per la stampa di materiale plastico, servirà ad assumere i 196 ex dipendenti della Om carrelli elevatori di Bari-Modugno» dice Decaro al termine dell’incontro. Con lui a Roma erano presenti anche l’assessore uscente al Lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli, e, naturalmete, le due imprese interessate al capannone della Om.

«Sono le aziende più importanti che avevano manifestato interesse a rilevare il capannone e ad assumere i 196 lavoratori: l’americana Lcv che propone di realizzare un’automobile innovativa con la scocca di plastica, del costo di circa 13mila euro, e la Sandretto che produce presse per la stampa di materiale plastico».

Quale delle due? E chi preferire? Decaro dà prima alcuni numeri: con la prima «si arriverebbe a un totale di 600 assunzioni, in più l’azienda vorrebbe rilevare un immobile in Calabria per la produzione complementare». Da quello che fino a questo momento è trapelato è che la Lvc sarebbe interessata a rilevare un impianto a Gioia Tauro nel quale avviare la produzione dell’auto che però verrebbe poi assemblata a Modugno. «La Lcv - ha precisato il sindaco – assumerebbe per fare corsi di formazione e farebbe partire l’attività l’anno prossimo. L’azienda ha già fatto domanda al ministero per ottenere un finanziamento. La Sandretto assumerebbe le 196 persone da subito, con un primo blocco di 50 dipendenti per arrivare al totale degli impiegati entro la fine dell’anno». Dunque tempi più stretti, nella seconda ipotesi.

Usa tutte le cautele, Decaro: «Entrambe le aziende sembrano solide così come i loro piani sono interessanti». Poi però si sbilancia: «Ma è chiaro che la soluzione più suggestiva è quella della Lcv perché completerebbe il settore dell’automotive già presente nella zona industriale di Bari con imprese quali Bridgestone, Magneti Marelli, Bosh, Getrag». Quel che conta è uscire al più presto dal tunnel.

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