Sabato 19 Gennaio 2019 | 10:56

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E' morto Dino Stringa padrone della Fibronit

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di NICOLA SIGNORILE

BARI - Era l’unico imputato per la morte della moglie di un operaio della Fibronit. Il suo avvocato, Gaetano Castellaneta, aveva chiesto e ottenuto nei mesi scorsi la sospensione del processo perché il suo cliente - malato - non poteva essere presente alle udienze. Ieri, Dino Stringa, all’età di 93 anni, è uscito per sempre da quell’aula di tribunale: è morto l’imprenditore lombardo che per dodici anni, dal 1969 al 1981 è stato l’amministratore della Fibronit.
Non era quello l’unico procedimento suo carico. In altri due processi sulla Fibronit (nel 2009 e nel 2012) Stringa era stato condannato in via definitiva per la morte di 12 operai e di alcuni residenti di Japigia.

Con la scomparsa di Stringa, ritenuto l’unico responsabile del disastro Fibronit, si spengono anche tutti gli altri processi ancora pendenti, scaturiti dalle denunce di chi si è ammalato per aver respirato, dentro e fuori lo stabilimento, le micidiali fibre di amianto, che hanno seminato sofferenze e morte per quarant’anni. Con Stringa scompare quindi l’uomo-simbolo di quella drammatica vicenda di inquinamento. Ha sopportato un peso enorme di responsabilità penale e morale, ancor più ingigantito dalla solitudine del manager che ha racchiuso in sé le colpe assai più gravi di un modello industriale, dominante negli anni Settanta, fondato sul disprezzo della vita degli operai e dei cittadini.

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