Venerdì 18 Gennaio 2019 | 07:34

NEWS DALLA SEZIONE

L'aggressione
Bari, beccato senza biglietto sul treno delle Sud Est: aggredisce capotreno

Bari, beccato senza biglietto sul treno delle Sud Est: aggredisce capotreno

 
L'evento
Bari, in arrivo in Fiera 860 delegati e 1.500 ospiti per il congresso nazionale Cgil

Bari, in arrivo in Fiera 860 delegati e 1.500 ospiti per il congresso nazionale Cgil

 
Forse per un litigio
Agguato a Triggiano, grave un 38enne: due colpi all'addome

Agguato a Triggiano, grave un 38enne: due colpi all'addome

 
In un panificio
Bari, in fiamme la friggitrice: panico a Torre a Mare

Bari, in fiamme la friggitrice: panico a Torre a Mare

 
Per Filippo Capriati
Il clan Capriati al porto di Bari, Autorità chiede 1mln di danni

Il clan Capriati al porto di Bari, Autorità chiede 1mln di danni

 
Il commento
Modello Emiliano, esame pugliese

Modello Emiliano, esame pugliese

 
Fermato dalla polizia
Bari, droga e armi in casa: arrestato 22enne al quartiere Libertà

Bari, droga e armi in casa: arrestato 22enne al quartiere Libertà

 
Il dibattito
Antico palazzo demolito a Bari, proteste: «Ennesimo scempio»

Antico palazzo demolito a Bari, proteste: «Ennesimo scempio»

 
Ha 44 anni
Bari, M5S sceglie la musicista Elisabetta Pani come candidato sindaco

Bari, M5S sceglie la musicista Elisabetta Pani come candidato sindaco

 
Dopo l'arresto di settembre
Bari, chiuse indagini su Giancaspro, spunta anche l'accusa di estorsione

Bari, chiuse indagini su ex patron Giancaspro, spunta anche l'accusa di estorsione

 

Condannato pirata strada vittima perse una gamba in un incidente a Bari

Condannato pirata strada vittima perse una gamba in un incidente a Bari
BARI – Il giudice monocratico di Bari Giovanni Zaccaro ha condannato alla pena di 2 anni e 6 mesi di reclusione il 48enne Emanuele Barbone, accusato di essere il pirata della strada che la sera del 6 giugno 2010 travolse con la sua auto il 28enne Paolo Venezia, fuggendo e abbandonando il giovane sull'asfalto. In seguito all’incidente, la vittima, che viaggiava a bordo del suo motorino, subì l’amputazione della gamba.

Il giudice ha inoltre disposto per l’uomo la sospensione della patente e lo ha condannato al risarcimento danni da definirsi in sede civile, quantificati dalla difesa di Venezia, l'avvocato Salvatore D’Aluiso, in 1 milione 300mila euro.

Le indagini sull'incidente, coordinate dal pm Patrizia Rautiis, consentirono, dopo un anno, di identificare il presunto responsabile, grazie al ritrovamento dell’auto da parte degli uomini della sezione di polizia giudiziaria della Polizia stradale. Nel corso degli accertamenti la Procura ha disposto consulenze per accertare la compatibilità delle lesioni con i danni sull'auto e per ricostruire le modalità dell’incidente.  Nella sua arringa il difensore della vittima ha ricordato come quella vicenda abbia "cambiato la vita di Paolo, salvo solo grazie ad un angelo custode che lo aiutò dopo essere stato lasciato a terra morente e, – ha concluso il legale – dopo cinque anni, non c'è ancora segno di ravvedimento e pentimento da parte di Barbone per ciò che ha fatto".

"Siamo soddisfatti dell’esito del processo, è una condanna giusta che certo non farà ricrescere la gamba a Paolo, però spero che sia un monito nei confronti di tutti coloro che si mettono alla guida di un’auto e dimenticano che è un’arma che può far del male a tanti innocenti". Lo ha detto Pietro Venezia, padre di Paolo, commentando la sentenza di condanna a 2 anni e 6 mesi di reclusione nei confronti di Emanuele Barbone, l’uomo che il 6 giugno 2010 travolse il figlio con la propria auto, fuggendo senza prestargli soccorso.

Nel "ringraziare la polizia per aver condotto indagini difficili ma che con pazienza e con tenacia hanno portato all’individuazione del colpevole", Pietro Venezia rivolge un pensiero ed un "grazie" alle "quattro donne che hanno dato il colpo magico a questa indagine: Pierangela Natalizio che ha avuto il coraggio di mettere una cintura attorno al moncone di Paolo (la donna fu la prima a soccorrerlo fermando l’emorragia); Anna Barletta, che ha avuto il coraggio di fare nome e cognome del presunto responsabile, suo conoscente; Maria Paris, la moglie di Barbone che ha avuto il coraggio di accusare il marito e infine Patrizia Rautiis il pm che ha coordinato le indagini".

"Dal punto di vista umano questo mi fa piacere, – dice ancora il signor Venezia – non perchè ripaghi in qualche maniera il nostro dolore, ma perchè dimostra che la società sta cambiando e che le donne non sono più serve degli uomini, che le donne hanno coraggio. Un coraggio che può essere trasmesso alle generazioni future".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400