Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 18:53

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BARI - Diavolo di un talent. Se suor Cristina non avesse vinto «The Voice», chissà se un belga di 42 anni si sarebbe invaghito di lei sino al punto, secondo l’accusa, da perseguitarla. In un villaggio globale che più globale non si può capita sempre più spesso che sacro e profano vadano a braccetto. Quel volto sereno e gioioso che sbucava dal piccolo schermo, così insolito per il mondo dello spettacolo (una suora che canta, pensate) lo ha fatto impazzire. A nulla è servito che, dopo la vittoria, la religiosa siciliana era stata non chiarissima, di più. «Dio è il mio sposo, l’ho portato sul palco con la mia presenza. Dovevo ringraziarlo con una preghiera», disse dietro le quinte dopo avere vinto la manifestazione. Non è bastato per frenare l’irruenza di un cittadino belga che ha iniziato a mettersi sulle tracce della religiosa. 
 

Chissà quando, di preciso, è scoccata la scintilla. Di certo la passione dentro di lui cresceva un giorno dopo l’altro. Sempre di più. Al punto da rischiare per la sua libertà personale. Più lei cantava, più lui si invaghiva. I primi, timidi contatti, su Facebook. Ha seguito il programma televisivo italiano dal Belgio, dove ha sempre vissuto. Si è innamorato di suor Cristina al punto da farla diventare una vera e propria ossessione. Avrebbe quindi iniziato a scriverle messaggi privati e sulla bacheca della sorella. «Suor Cristina voglio conoscerti», «sei il mio idolo», «spogliati di tutto e scappa con me». Attenzioni che non le sono piaciute. Infastidita da questa presenza sotto il convento, ha presentato una denuncia per stalking alla polizia postale. Il suo profilo è stato bloccato, quello di lei chiuso per un periodo. A dicembre scorso il 42enne ha deciso di tentare un’altra strada ed è venuto in Italia per conoscere la sua beniamina, ma è riuscito solo a farle una foto da lontano.

Ma non si è dato per vinto. L’infatuazione gli è costata l’arresto, quando lo scorso 8 giugno è venuto dal Belgio in Italia nel tentativo di conoscere suor Cristina, facendo la posta sotto il convento, a Milano. Alcune consorelle accanto a lei lo hanno riconosciuto e hanno chiamato le forze dell’ordine. Il gip di Milano ha convalidato l’arresto in flagranza. Subito dopo il presunto stalker della suora è stato trasferito nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Bari (aveva già un provvedimento di espulsione). Ora dovrà allontanarsi definitivamente dall’Italia e addio sogno di conoscere il suo idolo. Lui, che sperava un selfie con suor Cristina, dovrà stare lontano da lei.

L’unico abbraccio, fu quello sul palco lanciato al suo sfidante Giacomo Voli. Allora Suor Cristina ringraziò «tutti coloro che stanno in terra»: «Gli autori, la band, le mie consorelle che mi hanno sostenuta e mi hanno protetta quando ne ho avuto bisogno. Il ringraziamento più grande va a chi sta lassù», aggiunse prima di chiedere di recitare «tutti insieme», il Padre Nostro.

Che il povero belga se ne faccia una ragione. Da allora non è cambiato nulla per Suor Cristina.

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