Martedì 22 Gennaio 2019 | 11:00

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GIOVANNI LONGO
BARI - «Torno in Puglia con molto piacere. Ricoprire un incarico così importante sarà un impegno duro, ma lo affronto con lo spirito giusto e con tanto entusiasmo». Carmela Pagano, 62 anni, si presenta così ai cittadini di Bari e provincia. È lei il nuovo prefetto del capoluogo. A designarla, il Consiglio dei ministri nella tarda serata di giovedì.
«Quando ero prefetto di Taranto - racconta la dottoressa Pagano - ho partecipato a tante riunioni di coordinamento a Bari. Per questa ragione è una realtà che in parte conosco, anche se adesso, da prefetto di un capoluogo di regione così importante le responsabilità e l’impegno non potranno che essere maggiori».

Nata ad Amendolara, in provincia di Cosenza, la dottoressa Pagano lascia la prefettura di Caserta dove era arrivata tre anni e mezzo fa, dopo Taranto. La sua prima prefettura era stata quella di Campobasso. All’inizio della sua carriera per 18 anni ha lavorato a Roma dove si è occupata soprattutto del comparto sicurezza. Quindi l’esperienza al Quirinale e poi di nuovo al ministero dell’Interno per occuparsi di controllo strategico.

Dopo la decisione del prefetto uscente Antonio Nunziante di andare in pensione e di entrare in politica (è stato appena eletto tra le fila dellla maggioranza di centrosinistra al consiglio regionale) la prefettura di Bari era «scoperta» da qualche mese. Ho sentito Nunziante, Schilardi e altri miei predecessori - racconta Pagano -. Tutti si sono congratulati con me in modo affettuoso, dandomi preziosi consigli». L’insediamento dovrebbe avvenire in tempi piuttosto brevi, forse entro una decina di giorni.

Tanti i temi che il neo rappresentante del Governo a Bari dovrà affrontare. Dalla criminalità organizzata alle infiltrazioni dei clan nell’economia reale, all’immigrazione, solo per citarne alcuni. «La mia esperienza in un territorio difficile come Caserta certo mi aiuterà - dice Pagano - ma preferisco sentire tutte le voci istituzionali, la gente prima di stilare le priorità. È indispensabile un periodo di osservazione e controllo di un territorio che comunque già, almeno in parte, conosco. Il tema delle infiltrazioni della criminalità organizzata nell’economia reale è comunque tra i più sentiti e merita certamente di essere approfondito in tutte le sedi opportune. Quanto all’immigrazione, quando ero a Taranto ed esplose l’emergenza in Nord Africa, ritengo che, per la parte di nostra competenza, abbiamo fornito risposte concrete ed efficaci».

Troppo presto, dunque, per scendere nel dettaglio di temi e questioni concrete. Questo è il momento per programmare incontri istituzionali subito dopo il suo insediamento. Fino ad allora, il prefetto tiene solo a una cosa. «Voglio salutare con affetto tutti i cittadini di Bari e provincia».

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