Giovedì 17 Gennaio 2019 | 21:50

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LIA MINTRONE
BARI - Vasco Rossi genera, a sua insaputa, uno stato di crisi tra il Comune e il Bari Calcio. Mentre il Komandante cantava «Albachiara» e «Vado al massimo» mandando in delirio i 60mila fans che affollavano l’astronave di Renzo Piano, all’esterno dello stadio San Nicola andava in scena uno dei più grandi business della serata, subito dopo il costo del biglietto: il parcheggio.

Numerose le segnalazioni arrivate alla Gazzetta da parte di spettatori ai quali sono stati chiesti 10 euro per la sosta delle auto e 5 euro per quella dei motocicli. È inutile dire che tutta l’area attorno allo stadio, fino alla campagna più buia e desolata, era invasa anche da parcheggiatori abusivi che al grido di «Dottò, date una cosa a piacere» hanno fatto serata anche loro. Ma sull’operato degli abusivi sono arrivate anche altre segnalazioni. Secondo i racconti di alcuni presenti, gli improvvisati parcheggiatori avrebbero dato fuoco a stoppie, cespugli e anche qualche piccolo alberello per ricavare spazio dove infilare le auto. Insomma, un vero e proprio delirio.

A molti, la zona del San Nicola, in quella magica notte di musica, è sembrata una terra di nessuno. E la reazione degli spettatori accorsi non solo da Bari ma da molte regioni limitrofe per vedere il mito rock di Zocca, è stata tutto un inveire generale, chi contro gli organizzatori e chi contro il Comune. La cifra richiesta è sembrata un furto in piena regola.

Gli organizzatori del «Vasco Rossi, Live Kom015» , interpellati dalla Gazzetta, hanno preso le distanze dalla polemica dichiarando di non non aver nulla a che fare con la gestione dei parcheggi degli stadi in cui si esibisce la star emiliana. Ma il sindaco non accetta che qualcuno possa pensare che la colpa sia stata del Comune. «Ho passato una domenica infernale al telefono gridando come un pazzo - ci racconta Decaro -. Ho anche parlato con Gianluca Paparesta, il presidente del Bari, per capire chi fosse il responsabile di quelle cifre assurde e ho chiesto che fossero abbassate all’istante le tariffe del parcheggio a 10 euro nel primo anello di sosta sotto lo stadio e a 5 euro in tutto il resto. E ho anche mandato gli agenti della polizia municipale a controllare che fossero rispettate le mie disposizioni».

Ma a questo punto bisogna fare un passo indietro. I parcheggi, così come lo stadio, sono stai dati in concessione dal Comune al Bari Calcio. Tuttavia per quanto riguarda i parcheggi non è la società calcistica ad occuparsene direttamente bensì la «Cipes Group» di Milano con la quale il Bari ha firmato un regolare contratto di gestione dal 1º luglio 2014 al 30 giugno 2015. Ma la notizia è che tutto ciò il sindaco lo ha appreso solo domenica. E per quanto il Bari Calcio, per tutta la giornata di ieri, abbia cercato di prendere le distanze dalle tariffe pazze, è stato il sindaco ad inchiodare la società biancorossa.

Per quanto riguarda le partite disputate al San Nicola, esiste un accordo tra Palazzo di Città e la squadra di calcio secondo il quale la tariffa per il parcheggio di un’auto è di 3 euro. Ma solo domenica scorsa il sindaco ha scoperto che non è il Bari Calcio ad occuparsi delle aree di sosta intorno allo stadio bensì, appunto, la Cipes Group. Pertanto, l’esorbitante richiesta iniziale di 10 euro per macchina durante il concerto di Vasco Rossi sarebbe da addebitare alla società di gestione dei parcheggi.

Stando a quanto ci ha raccontato lo stesso Decaro, pare che chi ha alzato troppo la posta abbia riferito che per un concerto del genere, a Milano, vengano chiesti 20 euro per parcheggiare attorno a San Siro. «Beh, io ho detto che non me ne fregava niente di quanto fosse la tariffa a Milano - continua a raccontarci il sindaco - e ho rimarcato che per quanto i gestori possano decidere in autonomia le tariffe che vogliono, è anche vero che le stesse non devono e possono superare certi limiti. Di qui il mio diktat a imporre 10 euro solo per il primo anello adiacente allo stadio e 5 euro per tutto il restante spazio».

Alla luce delle polemiche scoppiate all’indomani della data barese di apertura del tour, ieri pomeriggio Decaro ha convocato una riunione urgente con il Bari Calcio, la Polizia Municipale e l’Ufficio Traffico. Ed ecco il colpo di scena. «Abbiamo fatto una contestazione alla FC Bari: loro non possono appaltare la gestione del parcheggio dello stadio ad una società senza che io ne sia al corrente - dice un Decaro fuori dalla grazia di Dio -. Il mio interlocutore è il Bari Calcio e non questa Cipes Group, il Comune ha dato in concessione i parcheggi al Bari e loro non possono fare finta di non c’entrare niente in questa vicenda. Non solo avrebbero dovuto mettermi al corrente di questo subappalto ma avrebbero dovuto comunicarmi le tariffe che venivano applicate e che io ho scoperto solo domenica scorsa. Così viene a mancare un rapporto di fiducia. Ora tramite l’Avvocatura comunale capiremo il da farsi. La FC Bari ci deve delle spiegazioni e subito».

E mentre si attende la replica del patron Paparesta, arriverà oggi il resoconto del comandante della Polizia Municipale in merito ai controlli effettuati tra le giornate di domenica e di ieri. In via informale, il sindaco ha saputo che in alcune aree le tariffe sono state ridotte mentre in altre si è continuato a fare pagare 10 euro ad auto. Ma resta aperto il fronte degli abusivi. «Contro di loro ho chiesto finanche l’intervento del comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza - chiosa il sindaco - ma l’area da controllare era talmente vasta e la gente così tanta che è stato impossibile avere il controllo pieno della situazione ed è chiaro che qualche abusivo è riuscito ad infilarsi. Era una lotta impari ma per fortuna non è successo nulla sul fronte della sicurezza».

Il tutto si è consumato mentre Vasco gridava al suo pubblico «Qui si fa la storia». Sì, certo, quella dei parcheggi.

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