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Escort, Berlusconi salta deposizione al processo I giudici: in aula il 26 giugno

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BARI – La testimonianza di Silvio Berlusconi al processo sulle 26 donne portate da Gianpaolo Tarantini nelle sue residenze tra il 2008 e il 2009 è "tuttora rilevante ed ammissibile". Per questo l’ex Cavaliere dovrà presentarsi dinanzi al Tribunale di Bari il 26 giugno prossimo.

In quella sede l’ex premier si avvarrà della facoltà di non rispondere essendo egli imputato a Bari, assieme a Valter Lavitola, in un procedimento connesso in cui risponde di aver istigato Tarantini a mentire ai pm baresi che lo interrogavano sul giro di prostituzione organizzato in favore di Berlusconi.

A nulla sono valsi, quindi, i tentativi di uno dei legali del leader di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto, che ha prodotto ai giudici una missiva a firma dell’ex capo del governo con la quale l’ex Cav comunicava di non essere comparso oggi all’ udienza perchè impegnato a Lugano per "seguire personalmente una complessa trattativa", verosimilmente legata alla cessione di quote del Milan, che si sarebbe potuta concludere con "la firma dell’accordo".

La richiesta di Sisto di revocare l’ammissione della testimonianza di Berlusconi, legata anche a motivi di sicurezza, è stata ritenuta dai giudici "inammissibile" e il legale è stato definito "non legittimato a dedurre" sulla posizione di Berlusconi, che nel processo è solo un testimone citato dalle difese di Massimiliano Verdoscia e Letizia Filippi.

Il 26 giugno Berlusconi potrebbe incontrarsi in aula con l’ex 'olgettinà Barbara Guerra che da febbraio rifiuta di testimoniare dinanzi ai giudici baresi nonostante i provvedimenti di accompagnamento coatto. Il comportamento di Guerra, hanno deciso oggi i giudici della seconda sezione penale, integra "ipotesi di reato": per questo è stata disposta la trasmissione degli atti alla procura "per l’eventuale esercizio dell’azione penale". Dal febbraio scorso – ha spiegato il presidente del collegio Luigi Forleo – Guerra "si è resa solo formalmente irreperibile manifestando pubblicamente il suo disinteresse ad ottemperare agli obblighi"; anche dopo l’ultima notifica dei giorni scorsi ha dichiarato ai carabinieri "che si sarebbe presentata solo se riteneva di farlo".

All’udienza di oggi hanno deposto (su questioni contabili e societarie) l’ex commercialista delle società di Tarantini, Vito Giordano, e la mamma dell’imputata Francesca Lana, Laura Cozzari. "Berlusconi – ha detto la donna – regalò a mia figlia bigiotteria, bracciali da bancarella e un rosario".

"Con Tarantini mia figlia millantava, – ha detto Cozzari – gli faceva credere di avere un ascendente sulla sua amica Manuela Arcuri, di poterla convincere a partecipare alle serate, ma non era vero". In cambio avrebbe avuto "opportunità di lavoro". Dopo due cene a Palazzo Grazioli, Lana avrebbe infatti ottenuto la possibilità di un contratto in Rai, "sfumato quando scoppiò lo scandalo", ha precisato la mamma. E fu allora che si interruppero anche i rapporti con la Arcuri, "perchè Manuela - ha detto la teste – era terrorizzata".

Secondo il pm Eugenia Pontassuglia, il sogno di Tarantini era di far prostituire in coppia Manuela Arcuri e Francesca Lana con Silvio Berlusconi. Sogno che sfumò dopo alcuni tentativi.

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