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BARI - Gli sportelli Sos giustizia, gestiti da Libera in nove regioni d’Italia, vengono attivati nel 2010. Ma un bilancio delle denunce può essere tracciato negli ultimi tre anni di attività. Le persone intercettate in tutta Italia sono state 1.335, di cui 442 lo scorso anno. Il 40 per cento delle denunce riguarda reati per usura e estorsione. La prima regione in Italia per richieste di aiuto è la Calabria (164 casi), seguita dalla Sicilia (143 casi) e dalla Puglia (89 casi). Ma nel 2014 la Puglia purtroppo ha conquistato il secondo posto. Le vittime comunque non abitano tutte nella nostra regione: i commercianti taglieggiati provengono pure da Torino o da Roma.

«C’è un fenomeno migratorio delle vittime - spiega don Marcello Cozzi, referente nazionale del progetto - perché i negozianti e gli imprenditori hanno paura di essere riconosciuti». Non è un dettaglio il fatto che dei 1.335 contatti, le denunce formalizzate siano state appena 126, di cui soltanto 2 in Puglia. «Vogliamo stare al fianco della gente - dice Cozzi - che subisce nel silenzio l’aggressione mafiosa e criminale. I nostri sportelli nascono con l’obiettivo di portare allo scoperto un problema molto diffuso ma sotterraneo, di fare educazione e accompagnare le vittime in commissariato, nelle stazioni dei carabinieri, in procura».

Libera ha istituito una sua fondazione per offrire un sostegno economico, nei limiti del possibile. Rompere la trappola tesa dalle organizzazioni mafiose e il clima di omertà è una delle scommesse dell’associazione. «L’antimafia - denuncia Alessandro Cobianchi, referente regionale di Libera Puglia - è frammentata. Non è più il tempo di fare commenti all’indomani degli omicidi. Le istituzioni devono assumersi le loro responsabilità». Cobianchi è seduto intorno ad un tavolo sistemato in una stanza dell’appartamento di Bari vecchia confiscato al clan Capriati. Racconta: «Siamo qui da due anni. Gestiamo questa sede con fatica con attività quotidiane. Riempire di contenuti i beni sottratti alla criminalità è una sfida continua. C’è bisogno di una rete reale per incidere sui problemi. Chi ha il coraggio di rivolgersi ai nostri sportelli, chi riesce a trovare la forza di denunciare i malavitosi vuole tutela e risposte concrete».

Il referente dell’associazione fondata da don Ciotti analizza i vari aspetti della questione: «Oggi la nuova emergenza è il gioco d’azzardo, sottovalutato per la sua gravità e per le conseguenze. I centri scommesse, le macchinette, i gratta e vinci originano una dipendenza più devastante della droga, perchè trascinano nel tunnel non soltanto il giocatore, ma l’intero nucleo familiare. Ne sono soggiogati i padri di famiglia, le casalinghe, i pensionati e gli adolescenti. È urgente creare una rete fra tutte quelle agenzie che contrastano gli usurai ». Il mondo della imprenditoria non sfugge al controllo della mafia. Cobianchi pungola: «Occorre agire sul sistema del credito. Le banche però sono ostili nei confronti di chi ha bisogno di denaro.

L’unica organizzazione che non soffre la crisi è quella legata alla criminalità». Lo sportello di Bari funziona dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18.30.
Per prendere un appuntamento telefonare al numero 329/97.85.045, email: bariascolta@gmail.com. [ant. fan.]

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