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Bari, al Campus nasce il primo supercomputer Fisici baresi, Harvard è terra di conquista

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di NINNI PERCHIAZZI

Nasce a Bari il nuovo supercomputer per la ricerca e la pubblica amministrazione. Il mega elaboratore elettronico - tra i più grandi e versatili in Italia - è capace di una potenza di calcolo equivalente a 15mila computer, ha una capacità di memoria oltre 6mila terabyte, con la potenzialità di scambiare dati con l’esterno ad una velocità di 10 Gbit al secondo. Dopo meno di un anno dall’avvio del cantiere e circa 7 milioni di euro di investimento per il solo sito di Bari è pressocché terminata la realizzazione del centro di calcolo ReCaS, realizzato nel campus universitario barese dal Dipartimento inter ateneo di Fisica «M. Merlin» e dall’Istituto nazionale di Fisica nucleare.

FONDI UE - Il progetto è finanziato attraverso i fondi dedicati dalla Unione Europea alle Regioni della convergenza (Puglia, Calabria, Sicilia e Campania) per il potenziamento delle strutture e delle dotazioni scientifiche e tecnologiche. «ReCaS per molti aspetti - spiegano il prof. Giorgio Maggi (dipartimento di Fisica) e il dott. Giacinto Donvito (tecnologo dell’Infn) - può essere senz’altro considerato tra i più versatili e potenti supercomputer pubblici italiani, essendo stato progettato e realizzato per supportare le più svariate esigenze e richieste di servizi informatici da parte di una platea di utenti ampia e differenziata».

SVILUPPO DEL TERRITORIO - Già a partire dalle configurazioni precedenti e meno potenti, in funzione ininterrottamente già dal 2009, il «Data center» è lo strumento di calcolo fondamentale per le ricerche svolte soprattutto dai fisici subnucleari baresi, che lo hanno utilizzato anche per i complessi calcoli alla base della scoperta del Bosone di Higgs nel 2012. Il prof. Roberto Bellotti, fisico sperimentale e responsabile scientifico del progetto spiega le potenzialità del data center. «L’idea del Data center Recas, progettato e costruito non solo per eseguire calcoli scientifici ad alte prestazioni - afferma - ma anche i calcoli e la memorizzazione necessari a comunità scientifiche di piccole-medie dimensioni, è strettamente collegata alla natura del finanziamento ottenuto per la sua realizzazione. L’e l ab o r at o re è quindi legato allo sviluppo di un territorio in armonia con le altre regioni europee più all’avanguardia: così si è ritenuto importante per la Puglia avere un centro di calcolo non “monoutente”o in ogni caso non specifico per utilizzi di nicchia, ma comunque molto potente e versatile, come in effetti Recas è».

PUBBLICA AMMINISTRAZIONE - La sfida dei prossimi anni quindi, in primis per gli scienziati che lo hanno realizzato, sarà quella di far utilizzare il Data center non solo alle comunità di ricercatori italiani e stranieri - che già lo usano per le ricerche nei settori della fisica, della bioinformatica e delle neuroscienze - ma anche alle imprese e alla pubblica Amministrazione (dai Comuni alla Regione). «Gli enti locali potranno disporre di tecnologie e risorse di calcolo e memorizzazione dati e, non ultimo, di personale già formato attraverso ben tre master universitari sul Cloud computing, che l’U n ive r s i t à Aldo Moro e l’Infn hanno realizzato insieme alla costruzione del Data center», dice ancora Bellotti.

VALORIZZAZIONE - «In attesa dell’inaugurazione del centro di calcolo Recas, non possiamo che augurarci che l’attenzione della buona politica si rivolga alla piena valorizzazione di questa come delle altre innumerevoli eccellenze, fatte di laboratori e gruppi di ricerca, che in questi anni sono cresciuti e si sono consolidati non solo nel panorama regionale, ma attraverso sfide e realizzazioni di valenza internazionale», conclude.

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