Giovedì 17 Gennaio 2019 | 00:16

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Il padre di Ciccio e Tore «Voglio sapere la verità su morte dei miei figli»

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di Isabella Maselli

BARI - Filippo Pappalardi non si arrende e chiede ancora una volta alla giustizia di scoprire la verità sulla morte dei suoi due figli. Francesco e Salvatore scomparvero il 5 giugno 2006 per poi essere ritrovati cadaveri in una cisterna abbandonata a Gravina in Puglia 20 mesi dopo, nella cosiddetta «Casa delle cento stanze». A distanza di quasi 9 anni, il padre dei due fratellini chiede nuovamente di sapere cosa capitò loro quella sera e invoca giustizia laddove vengano accertate responsabilità. E lo fa con un ricorso in Cassazione contro il provvedimento del Tribunale per i Minorenni di Bari che lo scorso 31 marzo ha archiviato l’ultimo dei procedimenti ancora pendenti sulla vicenda. Nessuna delle inchieste aperte dalla Procura ordinaria e da quella per i Minorenni ha dato fino ad oggi risposte sulla loro sorte.

In un primo momento, subito dopo la scomparsa dei bambini, i sospetti della magistratura barese si concentrarono addirittura sul padre. Fu arrestato con l’accusa di essere stato lui a sequestrarli e poi ucciderli. Dopo il ritrovamento dei corpi il reato, fu derubricato in abbandono di minore seguito da morte e il fascicolo infine archiviato. Per quella vicenda Pappalardi ha ottenuto nel settembre 2014 un risarcimento per ingiusta detenzione pari a circa 65mila euro per la «privazione della libertà personale» e per i «gravissimi danni morali e personali per non aver potuto vedere almeno per un’ultima volta i corpi dei propri figli», per i danni sul piano della salute, «avendo sofferto di depressione», ed economici, «essendo stato sospeso dal posto di lavoro».

A far riaprire il caso ci ha pensato anni dopo anche la mamma dei bambini, Rosa Carlucci, con un esposto nel quale accusava cinque ragazzi di aver costretto i suoi figli ad una «prova di coraggio» finita in tragedia. Sulla base di questa nuova denuncia sono stati aperti due fascicoli presso la Procura ordinaria e presso quella per i minorenni. Infine il procedimento nato da una successiva denuncia del padre che chiedeva di verificare e approfondire le dichiarazioni rese all’epoca dei fatti da un uomo di Gravina (oggi deceduto). Stando al suo racconto la sera in cui scomparvero, Ciccio e Tore erano in compagnia di alcuni ragazzi. Pappalardi, rappresentato dall’avvocato Maria Gurrado, ha impugnato l’archiviazione proponendo ricorso in Cassazione. Chiede in particolare che vengano risentiti i ragazzi, all’epoca minorenni, che sarebbero stati visti quella sera con i suoi figli.

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