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I fraticelli tornano nel porto «violando» con i loro nidi anche l'area sequestrata

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di LUCREZIA D’AMBROSIO

MOLFETTA - Presto fiocchi rosa e azzurri nel cantiere del nuovo porto. I «fraticelli», piccoli uccelli marini, sono tornati. Di nuovo. Per il terzo anno consecutivo. E hanno cominciato a nidificare proprio nel cantiere sotto sequestro. Era accaduto anche nel 2013 ed è accaduto anche l’anno scorso. Molfetta torna a essere scenario di un’importante attività di monitoraggio e di ricerca scientifica su questi uccelli acquatici inseriti nella lista rossa delle specie a forte rischio di estinzione. L'attività di monitoraggio sarà coordinata dal delegato regionale Lac Puglia (Lega anti caccia), Pasquale Salvemini, in collaborazione con il dottor Giuseppe Vacca, custode giudiziario del sito, con autorizzazione da parte del giudice delle indagini preliminari del Tribunale di Trani, dottor Francesco Zecchillo, e su parere favorevole del sostituto procuratore, Antonio Savasta, ad accedere al cantiere sottoposto a sequestro. Gli attivisti Lac avranno il compito di verificare, fino a tutto luglio incluso, lo stato di salute degli animali adulti e dei nidiacei, individuare e delimitarne i nidi, contare le uova deposte, contare le coppie e/o esemplari adulti e non ultimo per importanza svolgere una attività scientifica con reportage foto e video seguendo tutte le indicazioni fornite dall’Ispra del Ministero dell’Ambiente.

L’anno scorso si sono contate circa 25 coppie di fraticelli. I fraticelli sono le più piccole sterne europee caratterizzate oltre che dalle dimensioni ridotte anche dal forte contrasto tra il corpo chiaro, la testa nera e le zampe di colore arancione. Nidificano al suolo, su terreni sabbiosi o ciottolosi con poca erba, in colonie con nidi isolati.

«In Puglia – spiega Salvemini - i siti di nidificazione principali sono stati individuati in Salento, a Lesina e nelle Saline di Margherita di Savoia, dove nel 1994 sono state censite 370 coppie che però negli ultimi anni hanno subito un brusco ribasso toccando a malapena le 25 coppie. Questo dato sulla diminuzione degli esemplari nella loro zona prediletta - osserva Salvemini - conferisce al monitoraggio della specie una elevata importanza al fine di preservarla partendo dalla tutela dei nidi e dall’andamento delle deposizioni. I dati che saranno raccolti – conclude - serviranno per verificare se l’a re a portuale molfettese rimane per questi simpatici volatili un ottimo sito di sosta nonchè riproduttivo e per verificare la presenza eventuale del “fratino”, anch’esso a elevato interesse conservazionistico e inserito nella lista rossa delle specie a forte rischio di estinzione».
Così, i volatili hanno scelto, per riprodursi, un luogo che da un altro punto di vista è fonte di indagini da parte della magistratura e, specularmente, di grattacapi giudiziari per chi è destinatario di quegli accertamenti.

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