Giovedì 17 Gennaio 2019 | 22:55

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Verso le elezioni Regionali Nel segno dello spettacolo la prima sfida tra candidati

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di Roberto Calpista

BARI  - Dubbi? Ve lo dice Pinuccio (Alessio Giannone) per chi votare alle prossime - manca poco più di un mese - elezioni regionali.Un’idea a metà tra il pezzo di teatro comico e la «paraculata» ai cinque candidati che si sono presentati ieri sera (ad un orario dannato per i giornalisti) allo Showville di Bari-Mungivacca. Circa 800 persone in sala, età media sotto i quaranta, qualche vip (Cesare Veronico, Sergio Fanelli) qualche faccia snob o già vista.

Obiettivo: prendere lievemente per i fondelli, Michele Emiliano (centrosinistra); Antonella Laricchia (giovane 5Stelle); i comunisti puri e più o meno duri Michele Rizzi (Alternativa comunista) e Riccardo Rossi (l’Altra Puglia, alias Tsipras). E infine il personaggio in cerca - ancora - d’autore, Francesco Schittulli (tutto il centrodestra meno Forza Italia, versante Vitali-Berlusconi e la Lega). Assente Adriana Poli Bortone (ieri pomeriggio - oggi vedremo - candidata di Forza Italia e Lega). Per lei una delle telefonate che hanno reso popolare Pinuccio. Poi qualche altra battuta fino, lentamente, a svanire del tutto.

La sala. Gremita. Al contrario del prologo a Villa Romanazzi, primo pomeriggio, dove Schittulli, Laricchia e il ritardatario Emiliano se le sono cantate e suonate davanti a trenta-quaranta persone. L’attesa dello spettacolo è stata scaldata dalle patate. Lo Showville invita a sgranocchiare roba fritta e imbustata. Poi il monologo del presentatore, anticipato da un attacco di «fotografite» che ha improvvisamente colpito i candidati. Emiliano e Schittulli in prima fila destra, divisi da tre signore. La Laricchia in prima fila sinistra, Rizzi e Rossi, meno noti, in ordine sparso.

Fase comica e poi quella dell’autoironia. Apre Schittulli, si toglie la giacca e indossa il camice bianco da medico. La sanità grande ammalata di Puglia terrà banco. A metà serata lo segue Emiliano: gli portano un piatto di cozze, lui mostra l’arte di aprirle e mangiarle.

Il dibattito preme, accompagnato dalle note di violino del redivivo Fabio Losito, ex assessore incompreso del secondo Emiliano sindaco. L’applausometro, da 1 a dieci, vota così (ma andiamo ad orecchio): Michelone più o meno 5/6; Laricchia 7; Michele Rizzi e Riccardo Rossi (che pagano la scarsa presenza pubblica) 2/3; Schittulli di un pelo sotto la grillina che però col tempo si rifarà.

Tap. Il gasdotto che unirà le due sponde dell’Adriatico. Chi lo vuole? Emiliano è possibilista, «ne discutiamo», ma mai a San Foca. Laricchia è per «il no ovunque». Rizzi, che sta sempre arrabbiato, «no ovunque assolutamente». Rossi idem. Schittulli dà a tutti dell’ipocrita: «Sappiamo benissimo che il governo a guida Pd lo farà. Pensiamo una cosa ne diciamo un’altra».

In realtà tra l’ex sindaco di Bari e l’ex presidente della Provincia volano volentieri gli stracci. È lo spettacolo, bellezza.

Sondaggio: il nome Laricchia chi vi fa venire in mente. Risposte: 1) il meteorologo, 2) il formato di una pasta, 3) non ti permettere sei omofobo, 4) mia cugina.

Privatizzazioni. I rossi nel Dna scalpitano. Schittulli privatizzerebbe tutto tranne la sanità. Ma l’argomento prende poco. Si passa ad altro. La sanità appunto. E qui siamo al tutti contro tutti. O meglio tutti d’accordo nel togliere i tentacoli della politica dalla materia. Emiliano punta a tenersi la delega («io ci metto la faccia») e a una commissione di «saggi» per nomine e scelte in base ai curricula. La 5Stelle si gioca la carta (grande assente nel sistema Puglia) delle case della salute. Rossi anche pensa a più presidi territoriali. Rizzi riaprirebbe tutti gli ospedali chiusi (involontariamente, forse, se la prende con Vendola e salva, o quasi, Fitto). Schittulli vede un assessore tenico e l’azzeramento delle liste d’attesa entro l’anno. È lo spettacolo, bellezza...

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