Mercoledì 16 Gennaio 2019 | 08:42

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L'opera d'arte non piace e viene smontata con surrealismo pop

di CARMELA FORMICOLA
Land art? Arte relazionale, arte di strada, arte pubblica? Esasperatismo? Surrealismo pop? Qualunque cosa fosse quell’ammasso di pneumatici nell’isolato pedonale di via Roberto da Bari, a certi baresi non è piaciuto. Eppure il messaggio era abbastanza (!) chiaro. E il dissenso si è manifestato la domenica mattina in via Roberto da Bari: sparpagliando le gomme e buttandole sui marciapiedi
L'opera d'arte non piace e viene smontata con surrealismo pop
di CARMELA FORMICOLA

Land art? Arte relazionale, arte di strada, arte pubblica? Esasperatismo? Surrealismo pop? Qualunque cosa fosse quell’ammasso di pneumatici nell’isolato pedonale di via Roberto da Bari, a certi baresi non è piaciuto. Eppure il messaggio era abbastanza (!) chiaro. Quel tratto di strada è stato pedonalizzato dall’amministrazione comunale in via sperimentale (almeno per ora). Qualcuno ha storto il naso ma si sa come sono i baresi: andrebbero in automobile anche solo per portare il cane a fare i bisogni. E difatti l’installazione di Lino Sivilli null’altro è che una sorta di maxididascalia creativa. Vedete? Questi sono tutti gli pneumatici che, pedonalizzando, abbiamo tolto dalla strada che ora potrà essere vissuta in maniera differente, più ludica, più ecologica.

Dall’altra parte, la manifestazione del dissenso espresso da taluni residenti, ha dentro allo stesso modo qualcosa di molto artistico. Di teatrante. Non è forse una performance di teatro fisico, degna di Beck/Molina, quella messa in scena dagli uomini che si sono presi la briga di scalare la montagnola di pneumatici per buttarla all’aria?
La domenica mattina in via Roberto da Bari si è consumata così: sparpagliamo le gomme e buttiamole sui marciapiedi. Ovvio che la prima associazione di idee rimandi alla famigerata donna delle pulizie che nella Sala Murat condannò al cassonetto una roba viceversa ritenuta u n’opera d’arte (seppur abbastanza intrinseca).

La pila di pneumatici si chiama «Pneu Ziggurat». È stata montata da Sivilli nell’ambito dell’iniziativa «Ars Toto» che le associazioni AbitArt e Achrome stanno realizzando per conto di Comune e Università Obiettivo, come già detto, accendere i riflettori sull’isolato pedonalizzato. Arte, musica, enogastronomia per dimostrare che la città, un pezzo per volta, può essere sottratta alla trafficocrazia . Ecco, questa è la domanda: ma la città può essere sottratta alla trafficocrazia ? Mah... La realtà è che alla comparsa degli pneumatici lo sgomento è stato totale. In principio, il fumo avvistato sui copertoni (effetti speciali per richiamarne l’immagine vulcanica) ha spinto alcuni commercianti a chiamare i vigili del fuoco, ipotizzando una combustione reale. Qualcun altro ha chiamato la polizia municipale, perché convinto che quella gentaglia che di norma si disfa di frigoriferi e materassi, si fosse stavolta liberata degli pneumatici usati. I vigili alla fine sono anche arrivati, ma hanno verificato che non si trattava della solita discarica abusiva, bensì di una provocatoria/edificante opera d’ar te.

Così, alcuni abitanti di via Roberto da Bari hanno compreso che se volevano giustizia dovevano farsela da soli. Scalato il vulcano, l’eruzione di copertoni è stata reale: due uomini, in particolare, hanno disfatto la montagnola e gettato le gomme sui marciapiedi. Il dubbio è: non gradivano la pedonalizzazione o l’opera d’arte. E se lì fosse stata installata la Nike di Samotracia, l’avrebbero ugualmente distrutta?

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