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Posti letto esauriti pazienti in barella al Di Venere di Bari

di LUCA BARILE
BARI - La più malconcia è una donna di 63 anni, di Valenzano, operata d’urgenza per un infarto intestinale. Da tre giorni sta facendo la sua degenza su di una barella in corridoio, attaccata ad una bombola di ossigeno. Lamenta forti dolori al ventre, mentre con mille sforzi cerca di tirarsi su per mettersi seduta. Nutrirsi, lavarsi ed ogni altro bisogno sono un peso doppiamente insopportabile
Posti letto esauriti pazienti in barella al Di Venere di Bari
di Luca Barile

BARI - La più malconcia è una donna di 63 anni, di Valenzano, operata d’urgenza per un infarto intestinale. Da tre giorni sta facendo la sua degenza su di una barella in corridoio, attaccata ad una bombola di ossigeno. Lamenta forti dolori al ventre, mentre con mille sforzi cerca di tirarsi su per mettersi seduta. Nutrirsi, lavarsi ed ogni altro bisogno sono un peso doppiamente insopportabile. Tra lei e il continuo andirivieni di parenti in visita ai tanti ammalati, soltanto un paravento bianco a darle l’illusione di un minimo di riservatezza e dignità.

Nel reparto di Chirurgia generale dell’ospedale Di Venere, a Carbonara, i posti per i ricoveri sono diventati merce rara. Negli ultimi giorni, la situazione è talmente degenerata che qualcuno ha telefonato ai carabinieri del Nas, nucleo antisofisticazioni. I militari si sono presentati ieri in tarda mattinata ed hanno fatto una serie di verifiche.

Nei corridoi stazionano pazienti da giorni. Un uomo attende di essere portato in sala operatoria in una piccola sala d’aspetto, anche lui su una barella che funge da letto.

Il problema, però, non riguarda solo la Chirurgia. A Medicina generale hanno attrezzato perfino la medicheria con un paio di letti volanti.

«Siamo in emergenza - denuncia Giovanni Stellacci, segretario territoriale della Cisl Fp - basti pensare che il 19 marzo scorso il pronto soccorso ha contattato il Policlinico e la Mater Dei, Triggiano, Putignano, Molfetta, Terlizzi, Trani, Barletta, Corato, Acquaviva delle Fonti, Brindisi e Foggia, prima di trovare un posto letto a Monopoli».

E anche l’ospedale San Paolo viene chiamato in causa dal sindacato. «Nel reparto di Ortopedia – dice Stellacci – in alcuni turni prestano servizio soltanto un infermiere e un ausiliario, con alto rischio di errore, oltre al carico di lavoro altamente logorante».

Un’altra situazione a rischio si registra nel centro prelievi del San Paolo, dove la sala d’attesa, piccola e sprovvista di adeguata aerazione, viene quotidianamente affollata da decine di persone, nonostante i comunicati della stessa Asl, con i quali l’azienda ha invitato i cittadini ad evitare luoghi a rischio di influenza. «Le cause di questi accessi – conclude – non vanno imputate esclusivamente all’emergenza influenza o alla medicina difensiva, perché molti pazienti da ricoverare superano i 75 anni e richiedono approfondimenti non più rinviabili».

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