Sabato 19 Gennaio 2019 | 06:49

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Una Puglia da bere «invade» Vinitaly: a maggio big del vino

VERONA - Dal 30 maggio al 1 giugno, con la 70esima edizione del congresso nazionale di Assoenologi arriveranno a Castellaneta Marina i big del vino, ma anche della cucina. Una conquista, per l’assessore regionale alle risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni, e per tutta la Puglia
Una Puglia da bere «invade» Vinitaly: a maggio big del vino
ANTONELLA MILLARTE
VERONA - C’è un vento nuovo che soffia in Puglia, forte e impetuoso e che sta portando le luci dei riflettori su queste vigne e su una regione che orgogliosamente si propone come capitale dei vini italiani. Convenzionali e biologici, ricchi di gusto ma anche di estetica, sempre più giovane e con un nuovo esercito di addetti ai lavori che sa porgere un territorio direttamente in inglese.

Lo sarà, per davvero, dal 30 maggio al 1 giugno. Con la 70° edizione del congresso nazionale di Assoenologi arriveranno a Castellaneta Marina i big del vino, ma anche della cucina. Una conquista, per l’assessore regionale alle risorse Agroalimentari Fabrizio Nardoni, e per tutta la Puglia: questo è uno dei più prestigiosi appuntamenti del vino in Italia ed è stato presentato ieri al Vinitaly di Verona.

Sarà Bruno Vespa, che in Puglia produce il suo Primitivo di Manduria, a coordinare il talk show «Vino & Salute». Brillerà l’area dedicata a «La cucina italiana e i vini italiani» con la partecipazione dei grandi chef Heinz Beck (tre Stelle Michelin) e di Niko Romito (il più giovane dei triplici stellati) unitamente ad Antonella Ricci e Vinod Sookar (di Ceglie Messapica, dove c’è il ristorante con la più antica Stella Michelin di Puglia ininterrotta). La voce del celebre esperto Davide Paolini (il Gastronauta) contribuirà ad una kermesse che il presidente nazionali di Assoenologi Riccardo Cotarella ha pensato in modo decisamente vivace e globalizzato. In degustazione, a confronto, ci saranno Zinfandel e Primitivo. Ma sono solo alcune anticipazioni, per un tuffo nel vino globale che – aggiunge il presidente di Assoenologi Puglia, Basilicata e Calabria Massimiliano Apollonio – vede la nostra regione protagonista di un rinnovato interesse.

Mai come quest’anno, gli stand delle aziende pugliesi, del Vinitaly parlano inglese e le nuove generazioni stanno facendo la differenza. Un esempio? Marzia Varvaglione, 26 anni, tarantina, che conduce con sicurezza le contrattazioni con l’estero e – come dice il padre Cosimo Varvaglione premiato ieri con il prestigiosissimo premio di Cangrande per la carriera vitivinicola – ha contribuito con una squadra agguerrita e giovane di sei persone a passare in pochi anni da mezzo milione a 2 milioni di bottiglie.

C’è poi una Puglia della tradizione, con aziende storiche come quella dei conti Zecca di Leverano che stanno portando avanti nuovi progetti strategici come quello del Comitato dei Grandi Cru d’Italia. Delle 90 importanti aziende italiane, tre sono pugliesi: oltre ai conti Zecca ci sono Leone De Castris e Agricole Vallone. Puntano, fra l’altro, al vastissimo mercato cinese dove – ci spiega Alcibiade Zecca – il 5% dei vini che arrivano è italiano mentre il 50% è francese. Attraverso i Grandi Cru, con Expo 2015 e Ice Italian trade commissione, si punta a formare i professionisti del vino cinesi facendogli conoscere i nostri vitigni e i nostri prodotti di eccellenza.

Aver puntato sui vitigni autoctoni, tipici pugliesi, ha dato i suoi frutti e lo dimostrano storie come quella delle cantine Giorgiani di San Pietro Vernotico, fra le prime a imbottigliare il Sussumaniello e presente dagli anni ’90 nei difficili mercati del monopolio nord europeo e canadese.

Un altro capitolo, di valore, è quello che stanno contribuendo a scrivere le Donne del Vino di Puglia, guidate da Sabrina Soloperto, con una sensibilità femminile e a tutto tondo verso il connubio cibo e vino. Ieri sera con «Un Sorso di Puglia» dedicato all’apericena senza glutine ed i vini rosati si sono fatte notare.

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