Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 16:22

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«Traffico di droga» Fermata banda 17 gli arrestati

BARI – E' costata l'arresto a diciassette persone l’operazione antidroga dei Carabinieri nel Nord barese. I destinatari farebbero parte di un’organizzazione capeggiata da Filippo Griner, 32enne andriese, accusata della gestione del mercato degli stupefacenti principalmente a Andria e Bisceglie, forte anche di un arsenale di armi da guerra usate per imporre il dominio sul territorio. Il clan, secondo gli investigatori, era organizzato in stile mafioso con riti di affiliazione, gerarchia, incarichi precisi e paghe settimanali per i 'soldati'. Venivano commercializzati in particolare cocaina, eroina e hascisc per un notevole volume d’affari. Parole in codice per sviare le intercettazioni
«Traffico di droga» Fermata banda 17 gli arrestati
BARI – E' costata l'arresto a diciassette persone l’operazione antidroga dei Carabinieri nel Nord barese. I destinatari farebbero parte di un’organizzazione capeggiata da Filippo Griner, 32enne andriese, accusata della gestione del mercato degli stupefacenti principalmente a Andria e Bisceglie, forte anche di un arsenale di armi da guerra usate per imporre il dominio sul territorio.

Il clan, secondo gli investigatori, era organizzato in stile mafioso con riti di affiliazione, gerarchia, incarichi precisi e paghe settimanali per i 'soldati'. Venivano commercializzati in particolare cocaina, eroina e hascisc per un notevole volume d’affari. Parole in codice per sviare le intercettazioni: le dosi diventavano 'bambini' da portare al parco. Coloro che non si piegavano alla regole del clan subivano assalti e venivano depredati. In una circostanza, infatti, è stato rapinato, kalashnikov alla mano, persino un corriere della droga concorrente che, senza autorizzazione della banda, stava portando un kg di cocaina da spacciare a Bisceglie.

A capo della banda, Filippo Griner, al quale l’arresto è stato notificato nel carcere di Terni. Contestata l’aggravante del metodo mafioso oltre alle accuse di traffico, spaccio di droga e al possesso di armi da guerra.
L'uomo era a capo del gruppo criminale di Andria, consociato - secondo quanto accertato dai carabinieri – agli uomini capeggiati, a Bisceglie, da Vito Capogna, di 58 anni.

La base operativa del gruppo di criminali era ad Andria, nel quartiere San Valentino, ma la piazza di spaccio era a Bisceglie in contrada Torricella. L’indagine che oggi ha portato agli arresti è stata avviata nel 2011 e ha beneficiato del contributo di sei collaboratori di giustizia, tra i quali anche due donne, che hanno chiarito i ruoli e gli interessi interni alla organizzazione.

Pusher e capi – è stato accertato – usavano poco il telefono pur avendo disponibilità di schede telefoniche non riconducibili ad alcuno. Ma quando capitava di parlare al telefono si chiedeva, per esempio, di portare "al parco due bambini", intendendo le dosi di droga. Il gruppo utilizzava metodi mafiosi e ricorreva a piccoli riti di affiliazione per cui era importante il 'curriculum criminalè del candidato, che poi sarebbe diventato "soldato", e che veniva valutato in base all’importanza dei reati commessi. Ad ognuno dei pusher venivano corrisposti 50 euro al giorno per l’attività di spaccio e tra questi figurano anche delle donne che risultano indagate.
Gli spacciatori, secondo quanto emerso dalle indagini, cedevano droga anche a minorenni.

Il gruppo inoltre aveva, nella sua disponibilità, armi da guerra, usate per intimidire e compiere atti di forza eclatanti, come la rapina a Castel del Monte. E le armi – sempre secondo quanto emerso dalle indagini – venivano nascoste di volta in volta in luoghi diversi per far sì che non fossero sequestrate dalle forze dell’ordine.

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