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Tangenti: gip Bari revoca arresto sindaco Gioia del Colle

BARI – Il gip del Tribunale di Bari Giovanni Anglana, con il parere favorevole della Procura, ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco di Gioia del Colle (Bari) Sergio Povia (centrosinistra), poi dimessosi dall’incarico. La vicenda riguarda una presunta tangente da 100mila euro promessa per pilotare l’assegnazione di un appalto da otto milioni per la costruzione di numerosi alloggi popolari.
Tangenti: gip Bari revoca arresto sindaco Gioia del Colle
BARI – Il gip del Tribunale di Bari Giovanni Anglana, con il parere favorevole della Procura, ha revocato gli arresti domiciliari al sindaco di Gioia del Colle (Bari) Sergio Povia (centrosinistra), poi dimessosi dall’incarico. La vicenda riguarda una presunta tangente da 100mila euro promessa per pilotare l’assegnazione di un appalto da otto milioni per la costruzione di numerosi alloggi popolari.

Assistito dagli avvocati Maurizio Tolentino e Michele Laforgia, Povia, "che ha sempre protestato la propria estraneità ai fatti contestati (corruzione e turbativa d’asta), nei giorni scorsi – fa sapere la difesa – si era dimesso dalla carica di sindaco al fine di ridurre il conflitto politico originato dalla vicenda giudiziaria e ripristinare un corretto e civile confronto nel tessuto civico della città". Pm e giudice, preso atto anche della recente nomina del Commissario prefettizio, hanno pertanto ritenuto cessate le esigenze cautelari.

"Sono felice di avere finalmente riacquistato la libertà – ha commentato Povia – ma naturalmente la revoca della misura cautelare è solo il primo passo. Tutto il mio impegno, nei prossimi mesi, sarà dedicato a dimostrare la mia innocenza e che gli atti della mia amministrazione sono stati assunti esclusivamente nell’interesse pubblico della comunità gioiese: lo devo a me stesso, ai miei familiari, ai componenti della mia maggioranza e ai tanti cittadini che hanno avuto fiducia in me, anche in queste settimane".

Nell’ambito della stessa indagine il 5 febbraio scorso sono state arrestate altre otto persone, tra le quali l’ex vicesindaco Francesco Paolo Ventaglini (ancora detenuto ai domiciliari), tre dipendenti del Comune e tre professionisti, alcuni dei quali sono liberi. I reati contestati a vario titolo sono di corruzione, turbata libertà degli incanti e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente.

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