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Scandalo treni d'oro Sud est Soldi di Stato per fare affari con un pregiudicato latitante

di NICOLA PEPE
BARI - Da anni pende una inchiesta della procura di Bari su una truffa da milioni di euro ai danni della Regione. Oggi sequestro conservativo dei beni per 11 milioni da parte della Corte dei Conti nei confronti di Luigi Fiorillo e Nicola Alfonso, rispettivamente amministratore unico e dirigenti delle Sud est. La Guardia di Finanza: in uffici Sud est  costruiti ad hoc documenti per falsare la procedura di acquisto di 25 carrozze. Il responsabile della società in affari con la società ferroviaria statale era un pregiudicato per ricettazione colpito da mandato di cattura internazionale in area Schengen. Auto di lusso e regali di nozze: così il manager andava a braccetto con gli «affaristi»
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Scandalo treni d'oro Sud est Soldi di Stato per fare affari con un pregiudicato latitante
NICOLA PEPE
BARI - Un lungo atto di accusa che fa venire i bridivi soprattutto per la libertà con cui alcune persone - con tanto di nome e cognome - avrebbero agito indisturbate facendo incetta di soldi pubblici. Il sequestro di beni disposto oggi dalla Corte dei conti, ed eseguito dai militari del Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Bari, apre uno spaccato inquietante in una vicenda di cui si sta occupando da anni la procura di Bari che, nonostante la mole di indizi raccolta (come emerge dagli atti della magistratura contabile) mantiene ancora aperta l'indagine.

articolo sud estLa vicenda della carrozze d'oro della Sud est, di cui la Gazzetta ha iniziato per prima ad occuparsene nel lontano 2012 (non a caso l'atto di sequestro della Corte dei conti richiama proprio l'articolo stampa della presunta truffa alle Sud est), inizia con l'acquisto tra il 2006 e il 2009 - da parte della società partecipata dal Ministero delle Infrastrutture - di 25 rottami di carrozze Silberling pagate 912mila euro (37mila e 500 ciascuna) delle ferrovie tedesche, poi rivendute (sempre come rottami) a 7 milioni alla polacca Varsa da cui poi le hanno riacquistate (dopo la ristrutturazione, effettuata a Zagabria) a 22,5 milioni di euro.

Secondo una consulenza della procura di Bari il valore delle 25 carrozze è in realtà di 11,2 milioni, la differenza tra il prezzo finale pagato da Sud-Est (22,5), meno i 7 milioni versati per comprare i rottami, lasciando appunto nelle casse di Varsa una plusvalenza netta pari a 4 milioni di euro. Un bel tesoretto che, pochi anni dopo sarà arricchito - hanno ricostruito i Finanzieri - con altri 11 milioni di provvigioni incassati da Varsa in qualità di agente della fabbrica polacca Pesa, che alle Sud-Est ha fornito 27 nuovi treni Atr-220. In totale, appunto, 15 milioni di euro.

sud estMa l'aspetto più inquietante della vicenda è che la regìa di tutto questo sarebbe avvenuto negli uffici della Sud est dove i finanzieri avrebbero rinvenuto documenti word in bianco della società polacca Varsa. Le firme dei «protagonisti» di quella che viene considerata una maxi truffa (con giro di mazzette) sarebbero state nella disponibilità di un dirigente della Sud, in particolare Nicola Alfonso, nei cui hard disk i militari delle Fiamme gialle hanno rinvenuto persino file word e pdf in bianco della società polacca Varsa nonchè la firma scannerizzata del presidente dell'azienda, Marco Marzocchi «pregiudicato per il reato di ricettazione sottoposto a mandato di cattura nell'ambito di Schengen» e sua volta considerato prestanome di Carlo Beltramelli (ritenuto un faccendiere nel settore ferroviario).

«L'indagine ha poi evidenziato la sussistenza di fenomeni corruttivi - scrive la Corte dei conti sulla base dell'informativa della Guardia di finanza - quale, ad esempio, l'acquisto di una Bmw intestata a Nicola Alfonso che risulterebbe essere stata interamente pagata da Marco Beltramelli» (commercialista di Bologna),  nonchè l'esistenza di assegni di 5mila euro emessi dallo stesso Beltramelli e incassati dalla figlia e dal genero di Nicola Alfonso quale regalo di nozze «a dimostrazione della frequentazione abituale e della convivialità».

Nel corso dell'operazione di oggi, sono stati sottoposti a sequestro un appartamento di 5 vani ed il 50% di un locale-box di proprietà di Alfonso in Casamassima (BA), nonché tutte le somme e la ragioni di credito spettanti ad entrambi gli indagati a qualunque titolo da parte della società Ferrovie del Sud-Est, di enti previdenziali, banche ed istituti di credito ove sono accesi conti correnti e rapporti ad essi riconducibili, fino all’ammontare della somma. Nell'edizione cartacea della Gazzetta di domani, ulteriori dettagli sull'inchiesta.

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