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BARI - Il pm della Dda di Bari, Ciro Angelillis, ha chiesto sette condanne - cinque ergastoli, una pena a 30 anni di reclusione e un'altra a 3 anni e sei mesi - nei confronti di altrettanti imputati nel processo sul triplice delitto compiuto il 19 maggio 2013 al quartiere San Paolo e sue altri due fatti di sangue: l'omicidio del boss Giacomo Caracciolese del 5 aprile 2013 e il tentato omicidio del pregiudicato Domenico Cantalice del 17 maggio.

Le richieste dell'accusa sono state avanzate nel processo con rito abbreviato che si sta celebrando davanti al gup di Bari Sergio Di Paola. Vittime del triplice omicidio, compiuto con colpi di kalashnikov, Vitantonio Fiore, figlio del boss del quartiere San Pasquale di Bari, che secondo gli investigatori avrebbe partecipato all'omicidio Caracciolese, Antonio Romito e Claudio Fanelli.

I sette imputati sono accusati, a vario titolo, di omicidio, tentato omicidio, porto e detenzione di armi di guerra e favoreggiamento. Si tratta di Giuseppe Ranieri (chiesti 3 anni e 6 mesi per favoreggiamento nel delitto Caracciolese), Donato Cassano (ergastolo per il delitto Caracciolese), Vito De Tullio, Vito e Luigi Milloni, Nicola Fumai (ergastolo per il triplice omicidio), Michele Lanave (chiesti 30 anni di reclusione per il tentato omicidio Cantalice). Nel processo sono costituiti parti civili il Comune di Bari e i familiari di una delle vittime, Claudio Fanelli.

La sentenza è prevista per maggio. Il prossimo 3 marzo inizierà, dinanzi ai giudici della Corte di Assise di Bari, il processo nei confronti di Antonio Moretti, l'unico imputato a non aver scelto riti alternativi, accusato del triplice omicidio.

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