Giovedì 17 Gennaio 2019 | 11:30

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Cacche cani, Decaro: on line i nomi dei multati Garante privacy: illecito

BARI - Il primo cittadino vuole realizzare una «gogna mediatica» on line per rendere pubblici i nomi delle persone che lasciano le «cacche» dei loro cani per strada. Ma nel 2005 il Garante della privacy 10 anni fa testualmente a un altro comune del Sud che non si poteva fare. E il Codice della privacy è rimasto lo stesso
Cacche cani, Decaro: on line i nomi dei multati Garante privacy: illecito
NICOLA PEPE
BARI - L'idea è buona, ma deve fare i conti con le norme. La proposta del sidnaco di Bari, Antonio Decaro, di sottoporre a una vera e propria gogna mediatica i proprietari dei cani multati per non aver rimosso le deiezioni dei loro animali, se da un lato potrebb registrare consensi dall'altro rischia di infrangersi contro il rigido muro delle norme sulle riservatezza.

Il primo cittadino barese, alle prese con una campagna #bariperbene attraverso un'azione di recupero di vari quartieri del capoluogo partendo proprio dai problimi della quotidianeità, il magigor numero di proteste che riceve sono legate proprio all'inciviltà dei proprietari dei cani (fortunatamente sono tanti quelli educati) che lasciano sporco il marciapiede. Da qui l'idea del sindaco Decaro di creare una specie di colonna infame virtuale per rendere pubblici i nomi delle persone che lasciano le «cacche» dei loro cani per strada. 

Un'idea, lanciata così per caso, ma che l'inquilino di Palazzo di città intendeva - e intende - portare avanti tant'è che avrebbe già investito la sua sua avvocatura per un parere. Tuttavia, ogni provvedimento dell'amministrazione deve rispettare le norme, da ultima le linee guida emanate un anno fa proprio dal Garante della privacy alla luce della norma sulla trasparenza (legge 33 del 2014), in base alle quali ogni trattamento di dato deve essere eseguito in ossequio a leggi e regolamenti.

Poichè non è scritto da nessuna parte che i dati dei cittadini multati possono essere resi noti (si tratta di dati personali comunque soggetti a cautela e riservatezza), bisogna procedere con i piedi di piombo per evitare che il comune si ritrovi inondato da cause. Al di là di tale aspetto, va segnalato che nel 2005, e precisamente il 9 ottobre del 2005, l'Autorità Garante: in quella circostanza il sindaco di un Comune del Sud Italia (non pugliese) utilizzò gli stessi termini "gogna mediatica" per castigare i proprietari dei cani (stesso caso di Bari, dunque) ovviare anche al problema di coloro che depositavano i rifiuti fuori orario. la modalità individuata: pubblicare i nomi dei multati sul sito Internet del Comune.

Al di là del diluvio di citazioni di norme nazionali, Codice della provacy ecc, il verdetto dell'Autorità fu categorico: tale diffusione risulta illecita e lesiva dei diritti degli interessati... dunque ordine di «interrompere il trattamento anche presso il predetto sito Internet». Poichè in tema di riservatezza le niorme non sono cambiate e non c'è nessuna legge che consente di pubblicare i dati sulle multe... 

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