Venerdì 18 Gennaio 2019 | 22:52

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Molfetta dice no a Bari Proposto un referendum «Meglio andare con la Bat»

di LUCREZIA D'AMBROSIO
MOLFETTA (Bari) - Il movimento civico «Un’Opera da Condurre in Porto» si prepara a lanciare due quesiti referendari: uno per chiedere l’uscita dalla Città metropolitana e l’annessione alla Bat, l’altro per chiedere di non aderire all’Autorità portuale di Bari. I quesiti illustrati in un incontro promosso dal movimento a cui ha preso parte anche il senatore Antonio Azzollini, presidente della commissione bilancio al Senato
Azzollini: nella Città metropolitana moriremmo
Molfetta dice no a Bari Proposto un referendum «Meglio andare con la Bat»
LUCREZIA D’AMBROSIO
MOLFETTA (Bari) - La questione è seria. Molfetta rischia di diventare periferia estrema di Bari. Con gli organismi comunali sviliti e il depauperamento di ogni funzione. E allora, il movimento civico «Un’Opera da Condurre in Porto», protagonista, lo scorso anno, della raccolta firme per chiedere il riavvio dei lavori del nuovo porto, si prepara a lanciare due quesiti referendari: uno per chiedere l’uscita dalla Città metropolitana e l’annessione alla Bat, l’altro per chiedere di non aderire all’Autorità portuale di Bari. I quesiti sono stati illustrati in un incontro promosso dal movimento a cui ha preso parte anche il senatore Antonio Azzollini, presidente della commissione bilancio al Senato.«Da subito chiederemo che - precisa Azzollini - come stabilito dallo Statuto comunale, in consiglio comunale venga discusso il regolamento per l’attuazione del referendum. Nel caso in cui l’aula dovesse fare ostruzionismo ne sottoporremo l’approvazione al potere sostitutivo superiore». Proprio in queste ore la richiesta per la discussione in consiglio comunale viene depositata, al protocollo del Comune, dal consigliere comunale Luigi Roselli (Ncd). «Continuare a far parte della Città metropolitana, così come svendere il porto all’Autorità Portuale di Bari, significa di fatto - puntualizzano i promotori dell’iniziativa - abbandonare Molfetta in un totale isolamento economico, lasciandola fuori da tutti i processi decisionali riguardanti gli indirizzi di finanziamenti europei e nazionali, sanità, rifiuti, opere pubbliche».

Ma, l’adesione alla Bat non potrebbe, in qualche modo, trasformare comunque Molfetta in una periferia? «Assolutamente no. Perchè - continua il senatore Azzollini - lo Statuto della Città metropolitana è invasivo. L’adesione alla Bat, ente considerato di secondo livello, consentirebbe a Molfetta di mantenere la sua autonomia funzionale e organizzativa».

Situazione analoga per il secondo quesito referendario. Anche in questo caso, secondo i promotori dei quesiti referendari, Molfetta, nei fatti, affiderebbe la gestione del porto a Bari, anzi, per usare le parole del senatore Azzollini «ad un ente in disavanzo cronico, mal gestito, incapace di operare avendo perso importanti finanziamenti». L’adesione ai due referendum sarà possibile solo dopo l’approvazione del regolamento e le firme raccolte saranno autenticate così da non rischiare eventuali disguidi.

«Bisognerà essere molti attenti e precisi, pertanto - conclude il senatore Azzollini - nel regolamento dovrà essere prevista la presenza di un notaio ed, eventualmente, di altre figure. Per il momento cominciamo la nostra campagna di informazione, ma siamo determinati ad andare avanti».

Non è escluso che l’iniziativa di Molfetta non venga sposata anche da altri comuni destinati a diventare periferie estreme di Bari.

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