Martedì 22 Gennaio 2019 | 02:47

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Tagli Province e riordino Vendola: rischi drammatici

BARI – "Bisogna partire dalla definizione di quali sono le funzioni che vengono trattenute da una parte e trasferite dall’altra. Siamo ad un passaggio molto delicato e difficile essendo precipitata sul territorio la legge Delrio con disagi e rischi drammatici, non soltanto per migliaia di lavoratori ma anche per i servizi e le funzioni che quei lavoratori svolgono". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando oggi al termine della riunione dell’Osservatorio regionale sull'applicazione della legge 56, la legge Delrio, in merito alle disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni
Tagli Province e riordino Vendola: rischi drammatici
BARI – "Bisogna partire dalla definizione di quali sono le funzioni che vengono trattenute da una parte e trasferite dall’altra. Siamo ad un passaggio molto delicato e difficile essendo precipitata sul territorio la legge Delrio con disagi e rischi drammatici, non soltanto per migliaia di lavoratori ma anche per i servizi e le funzioni che quei lavoratori svolgono". Lo ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, parlando oggi a Bari con i giornalisti al termine della riunione dell’Osservatorio regionale sull'applicazione della legge 56, la legge Delrio, in merito alle disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni.

All’incontro convocato da Vendola sono intervenuti il presidente dell’Upi Puglia e della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone, il sindaco della Città Metropolitana di Bari e vicepresidente dell’Anci, Antonio Decaro, e rappresentanti delle province. La riunione è servita a fare il punto su tagli alle risorse delle Province ed in particolare sul taglio del 50% del personale senza – è emerso – che si sia preventivamente indicato quali funzioni sopprimere e a chi affidarle. "Da un lato - ha spiegato Vendola – ci sono i diritti dei cittadini, che non devono vedere dimagrite le funzioni degli Enti pubblici, e dall’altro ci sono i lavoratoti che non devono rischiare di perdere il posto di lavoro. La Regione non è la controparte ma una delle vittime della riforma Delrio". "Siamo tutti impegnati  - ha aggiunto – affinchè alla fine di questo percorso nessuno si trovi per strada ed i cittadini non perdano l’aggancio con la soddisfazione dei loro diritti elementari. Abbiamo la circolare del ministero della funzione pubblica che definisce, scolpisce, chi fa che cosa: dobbiamo seguire quel canovaccio ed orientarci in modo tale che ciascuno faccia la propria parte". "Ciascuno cercherà di fare il possibile. Noi lo faremo con generosità ma ricordo a tutti che la Regione non batte moneta".- BARI, 10 FEB – "Abbiamo concordato con la Regione una road map, una serie d’incontri per individuare dal punto di vista economico quanto pesa la percentuale dei tagli, che per noi è del 30% e per le Province il 50%". Lo ha detto il sindaco della Città Metropolitana di Bari e vicepresidente dell’Anci, Antonio Decaro, parlando con i giornalisti al termine della riunione dell’Osservatorio regionale sull'applicazione della legge Delrio, in merito alle disposizioni sulle città metropolitane, sulle province, sulle unioni e fusioni di comuni.
"Ci sentiamo di rassicurare e tranquillizzare il personale perchè nei prossimi giorni individueremo in maniera condivisa i passaggi da fare nell’immediato. Il primo appuntamento – ha spiegato Decaro – è la quantificazione dal punto di vista economico della percentuale che è stata richiesta dal governo per il trasferimento del personale, la quantificazione economica delle funzioni che oggi sono trasferite alle Province ed alle Città metropolitane".
"La situazione – ha aggiunto il presidente dell’Upi Puglia e della Provincia di Lecce, Antonio Gabellone – resta drammatica. Incapacità ed impossibilità finanziaria di reggere i servizi. Ci sono state delle circolari esplicative ma non abbiamo utilizzato bene il tempo a disposizione. Adesso si riparte con questa nuova ipotesi di lavoro che ci vedrà impegnati nella prossima settimana a raccogliere i dati puntuali e le specificità di ogni singola Provincia. Vedremo e capiremo cosa realmente vuole fare la Regione". "Il dramma che stiamo vivendo – ha detto ancora – è che il tempo passa e le condizioni finanziare sono al collasso in tutto il territorio regionale. Non abbiamo risposte puntuali. Manteniamo il confronto istituzionale. Immaginiamo che ci sia necessità di un provvedimento ponte nelle more dell’approvazione della legge regionale perchè i tempi del Consiglio regionale è ipotizzabile non saranno strettissimi". "E questo – ha concluso Gabellone – determinerà dai prossimi mesi l’impossibilità per le provincie di pagare gli stipendi. Un percorso drammatico in cui cominciano a serpeggiare tra i lavoratori ipotesi su chi salverà il posto di lavoro".

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