Giovedì 17 Gennaio 2019 | 08:44

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Gioia del Colle, liberi funzionaria Comune e commercialista

BARI – "Mai saputo nulla di un bando truccato o di richieste di denaro". Si è difesa così Rosa Fedora Celiberti, funzionaria del Comune di Gioia del Colle, rimessa oggi in libertà dal gip di Bari dopo l’interrogatorio di garanzia. In serata è stato rimesso in libertà anche il commercialista Nicola Bruno, arrestato giovedì scorso nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari su una presunta tangente da 100mila euro promessa da un imprenditore di Gioia del Colle per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari
Gioia del Colle, liberi funzionaria Comune e commercialista
BARI – "Mai saputo nulla di un bando truccato o di richieste di denaro". Si è difesa così Rosa Fedora Celiberti, funzionaria del Comune di Gioia del Colle, rimessa oggi in libertà dal gip di Bari dopo l’interrogatorio di garanzia.

La donna era agli arresti domiciliari da giovedì scorso insieme con altri otto indagati (tre dei quali in carcere, il sindaco Sergio Povia, l’ex vicesindaco Francesco Paolo Ventaglini e l’imprenditore presunto corruttore Antonio Posa) nell’ambito dell’indagine della procura di Bari su una presunta tangente da 100mila euro che l’imprenditore avrebbe promesso per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari.

Nei confronti della funzionaria, che aveva il ruolo di segretaria della commissione che avrebbe aggiudicato il progetto di housing sociale, il gip Gianluca Anglana ha disposto l'immediata revoca della misura cautelare all’esito dell’interrogatorio di garanzia, accogliendo la richiesta del difensore, l’avvocato Maurizio Tolentino, e con parere favorevole del pm Eugenia Pontassuglia.

Anche i dirigenti dell’ufficio tecnico Nicola Bartolomeo Laruccia e Rocco Plantamura, interrogati oggi dal gip, hanno negato qualsiasi richiesta o promessa di denaro, dichiarando di non aver ricevuto alcuna indicazione o pressione per la predisposizione del bando.

Per Plantamura, che ha fatto istanza di revoca della misura cautelare, la Procura si è riservata di esprimere il parare al termine di tutti gli interrogatori. Sono infatti ancora in corso in queste ore gli interrogatori degli altri due indagati finiti ai domiciliari, i commercialisti Vito Antonio Martielli e Nicola Bruno, esterni all’amministrazione comunale, che secondo l'accusa avrebbero aiutato l’imprenditore a predisporre il bando.

Entro oggi la Procura dovrà inoltre esprimere parere sull'istanza di scarcerazione del sindaco Povia, interrogato in carcere sabato scorso.


LIBERO ANCHE COMMERCIALISTA - Dopo la funzionaria del Comune di Gioia del Colle Rosa Fedora Celiberti, è stato rimesso in libertà anche il commercialista Nicola Bruno, arrestato giovedì scorso nell’ambito dell’indagine della Procura di Bari su una presunta tangente da 100mila euro promessa da un imprenditore di Gioia del Colle per aggiudicarsi la gara per la realizzazione di alloggi popolari.
Lo ha deciso il gip del Tribunale di Bari Gianluca Anglana al termine dell’interrogatorio di garanzia che si è concluso poco fa, ottenendo il parere favorevole del pm Eugenia Pontassuglia. Bruno è stato interrogato subito dopo Vito Antonio Martielli, il commercialista con cui Bruno collaborava. Secondo l’accusa i due avrebbero predisposto il bando su richiesta dell’imprenditore Antonio Posa in modo tale da favorirlo. Entrambi hanno negato di aver truccato la procedura di gara indetta dal Comune e di aver soltanto preparato una proposta di housing sociale da sottoporre all’amministrazione comunale. Sulla richiesta di revoca degli arresti domiciliari di Martielli il gip si è riservato. Si attende inoltre la decisione anche sulla scarcerazione del sindaco Sergio Povia, in carcere nell’ambito della stessa inchiesta.

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