Giovedì 17 Gennaio 2019 | 07:29

NEWS DALLA SEZIONE

Forse per un litigio
Agguato a Triggiano, grave un 38enne: due colpi all'addome

Agguato a Triggiano, grave un 38enne: due colpi all'addome

 
In un panificio
Bari, in fiamme la friggitrice: panico a Torre a Mare

Bari, in fiamme la friggitrice: panico a Torre a Mare

 
Per Filippo Capriati
Il clan Capriati al porto di Bari, Autorità chiede 1mln di danni

Il clan Capriati al porto di Bari, Autorità chiede 1mln di danni

 
Il commento
Modello Emiliano, esame pugliese

Modello Emiliano, esame pugliese

 
Fermato dalla polizia
Bari, droga e armi in casa: arrestato 22enne al quartiere Libertà

Bari, droga e armi in casa: arrestato 22enne al quartiere Libertà

 
Il dibattito
Antico palazzo demolito a Bari, proteste: «Ennesimo scempio»

Antico palazzo demolito a Bari, proteste: «Ennesimo scempio»

 
Ha 44 anni
Bari, M5S sceglie la musicista Elisabetta Pani come candidato sindaco

Bari, M5S sceglie la musicista Elisabetta Pani come candidato sindaco

 
Dopo l'arresto di settembre
Bari, chiuse indagini su Giancaspro, spunta anche l'accusa di estorsione

Bari, chiuse indagini su ex patron Giancaspro, spunta anche l'accusa di estorsione

 
La storia è una bufala
Bari, ristruttura villa e trova 150mln di lire del padre. Bankitalia: «Troppo tardi per il cambio»

Bari, trova 150mln di lire del padre. Bankitalia: «Tardi per il cambio», ma è una fake news

 
Gesto senza motivo
Cassonetti bruciati a Bari, telecamere incastrano una 36enne: ha agito senza motivo

Cassonetti bruciati a Bari, telecamere incastrano una 36enne della provincia

 

Imponevano il pizzo anche per conto terzi Nove gli arrestati Due i filoni d'inchiesta Il fenomeno: «Nelle grinfie degli usurai per rifarsi il seno»

BARI - Alcuni imprenditori baresi si sono rivolti ai clan per recuperare i loro crediti o per agevolare l’avvio di nuove attività, finendo invece nella morsa del racket. E’ quanto emerge dalle indagini-lampo del Comando provinciale dei carabinieri del capoluogo pugliese che, dalle prime luci dell’alba, stanno conducendo un blitz che prevede l’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L'inchiesta è stata avviata dal Reparto Operativo nell’ottobre scorso. L'accusa è di estorsione aggravata in concorso
Imponevano il pizzo anche per conto terzi Nove gli arrestati Due i filoni d'inchiesta Il fenomeno: «Nelle grinfie degli usurai per rifarsi il seno»
BARI - Alcuni imprenditori baresi si sono rivolti ai clan per recuperare i loro crediti o per agevolare l’avvio di nuove attività, finendo invece nella morsa del racket. E’ quanto emerge dalle indagini-lampo del Comando provinciale dei carabinieri del capoluogo pugliese che, dalle prime luci dell’alba, stanno conducendo un blitz che prevede l’esecuzione di nove ordinanze di custodia cautelare in carcere emesse dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale, su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia. L'inchiesta è stata avviata dal Reparto Operativo nell’ottobre scorso. L'accusa è di estorsione aggravata in concorso.

E’ stato accertato un grave contesto di intimidazione ai danni di imprese locali da parte della criminalità organizzata, che non si è limitata ad imporre il pizzo ma è entrata nella gestione degli affari per garantire il rispetto di accordi e pagamenti. Un imprenditore è finito infatti sotto inchiesta per aver inviato esponenti di un clan locale a riscuotere soldi da un suo collega il quale, nonostante fosse stato gravemente minacciato, ha trovato il coraggio di sporgere denuncia. Le nove ordinanze di custodia cautelare sono state tutte eseguite. Otto persone si trovano in carcere e una agli arresti domiciliari.

TUTTI GLI ARRESTATI - In carcere sono stati condotti Giovanni Stellacci, di 27 anni, i fratelli Luigi e Giuseppe Tufariello, di 29 e 27, Giuseppe Antuofermo, di 27, Giuseppe Verania, di 30, Giuseppe Muscatelli, di 23 (catturato a Jesi, in provincia di Ancona), i fratelli baresi Nicola a Raffaele Anemolo, di 55 e 53. A domiciliari è stato posto un 50enne di Barletta, l’imprenditore accusato di essersi rivolto agli Anemolo per un recupero crediti vantato nei confronti di un collega. Sono tutti accusati di concorso in estorsione aggravata e, ad alcuni, è stata contestata l’aggravante del metodo mafioso e l’uso delle armi.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400