Lunedì 21 Gennaio 2019 | 12:19

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BARI - C'è anche una donna, Donatella Mercoledisanto, di 23 anni, tra le 5 persone accusate di avere partecipato all’aggressione avvenuta nel centro di Bari il 24 dicembre scorso contro un ragazzo barese di 23 anni, intervenuto in difesa di una sua amica panamense che veniva molestata sessualmente. La donna, ora agli arresti domiciliari, è stata arrestata all’alba assieme al marito, Sabino Milloni, di 30 anni, a suo fratello Massimiliano Mercoledisanto, di 32 anni e ai fratelli Vito e Onofrio Turitto, di 28 e 24 anni, tutti in carcere (nella foto di Luca Turi uno degli arrestati)
Il legale: violenza criminale non bullismo
Prefetto Bari: ferocia incomprensibile
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BARI – Era stata un’aggressione brutale compiuta tra la folla che si affrettava per gli ultimi acquisti natalizi e si scambiava gli auguri della vigilia di Natale. In gruppo avevano picchiato violentemente un ragazzo di 23 anni, barese residente a Panama per lavoro, che era intervenuto per difendere una sua amica panamense molestata sessualmente da un gruppo di giovani prima dentro un noto locale del centro di Bari e poi per strada. Oggi sono stati arrestati in cinque, accusati a vario titolo di violenza sessuale e di lesioni plurime aggravate, in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emesse dal gip su richiesta della procura.

Tra loro anche una donna, Donatella Mercoledisanto, di 23 anni (l'unica ai domiciliari), che alle elezioni comunali del 2014 era candidata al primo municipio nella lista di Realtà Italia che faceva parte della coalizione di centrosinistra, accusata di avere incitato suo marito e i suoi amici a picchiare il giovane. La vittima era stata colpita ferocemente con pugni, calci e colpi di casco in particolare al volto, finendo in ospedale con lesioni varie, un trauma cranico e una prognosi di 25 giorni.

La donna è stata arrestata all’alba dalla polizia assieme al marito, Sabino Milloni, di 30 anni, a suo fratello Massimiliano Mercoledisanto, di 32, e ai fratelli Vito e Onofrio Turitto, di 28 e 24 anni, tutti in carcere. Il più giovane dei Turitto è l’unico incensurato. I componenti del gruppo sono imparentati o vicini ad una delle famiglie più note della criminalità barese, e risiedono in quartieri vicinissimi al centro, Bari vecchia e Libertà.

L'aggressione è avvenuta nel pomeriggio del 24 dicembre scorso all’esterno di un noto locale di corso Vittorio Emanuele, il centro della movida barese. Poco prima, all’interno, alcuni uomini avevano cominciato ad infastidire la giovane straniera palpeggiandola e baciandola contro la sua volontà. La ragazza era stata poi trascinata per strada dove su una panchina erano continuate le molestie.

Il giovane era quindi intervenuto tentando di calmare gli aggressori, ma ottenendo l’effetto contrario. E mentre Donatella Mercoledisanto incitava marito e amici gridando "colpitelo, massacratelo", è cominciato il pestaggio in mezzo alla folla, alla presenza di una trentina di testimoni, alcuni dei quali hanno chiamato la polizia e il 118. Poi il branco si è dileguato lasciando il ragazzo a terra ferito.

Alla identificazione la polizia è giunta anche grazie ad alcune foto del pestaggio che sono state postate privatamente qualche giorno dopo sul profilo facebook del giovane aggredito. Le immagini degli aggressori, incrociate con le foto segnaletiche delle forze dell’ordine, sono state riconosciute dal giovane. Era "un branco di teppisti che ha marcato il territorio per affermare il proprio predominio" ha detto il questore di Bari, Antonio De Iesu.

Tira un sospiro di sollievo il sindaco di Bari, Antonio Decaro, che lancia un segnale di fiducia alla cittadinanza che in quei giorni di feste era rimasta scioccata dall’episodio. "Cominciamo l’anno con maggiore fiducia nelle forze dell’ordine e anche nella parte per bene della nostra città", ha detto riferendosi a coloro che hanno collaborato favorendo l’identificazione dei responsabili. Ora, ha aggiunto annunciando la costituzione del Comune come parte civile al processo, "ci auguriamo che questi criminali, se riconosciuti colpevoli, siano puniti con una pena certa ed esemplare, che diventi il simbolo e il punto di partenza del riscatto di una città per bene, qual è Bari".

Il difensore del ragazzo pestato, Francesco Paolo Sisto, parlamentare di Forza Italia, però ha fatto presente come l’età adulta delle persone renda il quadro "più allarmante": "l'interva vicenda – ha detto - non può essere rubricata come un isolato atto di bullismo ma denota una criminalità ben più consapevole e, per questo, pericolosa".

Un invito alla collaborazione, a denunciare, è arrivato dal prefetto di Bari Antonio Nunziante che definisce quanto avvenuto "un gesto di una ferocia incomprensibile". Attraverso anche denunce anonime, le forze dell’ordine – ha assicurato Nunziante – "potrebbero rispondere in tempi più brevi alla domanda di sicurezza dei cittadini: abbiate fiducia nello Stato, una fiducia che non sarà mai mal riposta".

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