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Assostampa: grave no Consiglio Puglia a odg su diffamazione

BARI – "Con il ritiro dell’ordine del giorno per chiedere al Parlamento di cancellare il reato di diffamazione a mezzo stampa, il consiglio regionale della Puglia ha perso un’occasione". Lo sottolinea in una nota il presidente dell’Associazione della stampa della Puglia, Raffaele Lorusso intervenendo sull'ordine del giorno, di cui si era fatto promotore il presidente del Consiglio regionale della Puglia
Assostampa: grave no Consiglio Puglia a odg su diffamazione
BARI – "Con il ritiro dell’ordine del giorno per chiedere al Parlamento di cancellare il reato di diffamazione a mezzo stampa, il consiglio regionale della Puglia ha perso un’occasione".

Lo sottolinea in una nota il presidente dell’Associazione della stampa della Puglia, Raffaele Lorusso intervenendo sull'ordine del giorno, di cui si era fatto promotore il presidente del Consiglio regionale della Puglia, Onofrio Introna, che in caso di approvazione avrebbe impegnato i parlamentari pugliesi a depenalizzare il reato di diffamazione a mezzo stampa intervenendo sulla disciplina del diritto di rettifica e del regime delle sanzioni disciplinari dell’ordine professionale nei confronti degli iscritti.

"Le divisioni all’interno dell’assemblea regionale dimostrano - evidenzia Lorusso – quanto ancora forte sia la voglia di buona parte della classe politica, la stessa che alcuni giorni fa è scesa in piazza per manifestare per la libertà di espressione facendo proprio lo slogan #jesuischarlie, di mettere il bavaglio alla stampa, attraverso leggi punitive. Non v'è alcun dubbio, infatti, che la proposta di legge attualmente in discussione in Parlamento sia un tentativo di rendere più difficile l’esercizio del diritto-dovere di informare i cittadini".

"Dietro la facciata della cancellazione del reato di diffamazione a mezzo stampa, retaggio del Ventennio fascista, si punta infatti - sostiene Lorusso – a introdurre pesanti limitazioni al diritto di cronaca, incentivando di fatto le richieste di risarcimento temerarie e trasformando il diritto di rettifica in una sorta di gogna mediatica. Il tutto, ovviamente, al solo fine dì intimidire i giornalisti e renderli più docili, soprattutto di fronte a notizie sgradite al mondo politico. Evidentemente i consiglieri regionali della Puglia, al pari della quasi totalità dei loro colleghi parlamentari, non hanno letto il Rapporto Onu sulla libertà di stampa in Italia".

"Se lo facessero (non è mai troppo tardi) – conclude – si renderebbero conto che l’Italia occupa soltanto il 49esimo posto nel mondo per la libertà di stampa e che i bavagli che sognano di introdurre, oltre a essere in contrasto con la Convenzione europea, farebbero scivolare il nostro Paese ancora più in basso".

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