Domenica 20 Gennaio 2019 | 08:41

NEWS DALLA SEZIONE

L'incidente
Carambola auto moto a Bari, 70enne schiacciata contro impalcatura

Carambola auto moto a Bari, 70enne schiacciata contro impalcatura

 
Dal 10 al 13 marzo
Splash Festival: a Bari in scena la cultura del bere

Splash Festival: a Bari in scena la cultura del bere

 
Nel barese
Cane fiuta droga in un locale a Casamassima, arrestato 22enne

Cane fiuta droga in un locale a Casamassima, arrestato 22enne

 
A Bari
Tenta di rubare l'auto a pensionato: furto sventato da cc fuori servizio

Tenta di rubare l'auto a pensionato: furto sventato da cc fuori servizio

 
A Bari
Rubano occhiali da centro commerciale: 3 arresti

Rubano occhiali da centro commerciale: 3 arresti

 
Violenza in città
Bari, migrante scaraventato giù dalla bici per divertimento: «è razzismo»

Bari, migrante scaraventato giù dalla bici per divertimento: «è razzismo»

 
Sentenze tributarie pilotate
Sentenze tributarie pilotate: chieste 11 condanne a Bari

Bari, al processo «Gibbanza» pioggia di prescrizioni: chieste 11 condanne

 
Morirono 10 persone
Fabbrica fuochi esplose a Modugno: socio superstite patteggia pena

Fabbrica fuochi esplose a Modugno: socio superstite patteggia pena

 
L'aggressione
Bari, beccato senza biglietto sul treno delle Sud Est: aggredisce capotreno

Bari, beccato senza biglietto sul treno delle Sud Est: aggredisce capotreno

 

In 40 protestano al Comune di Molfetta Sindaco barricato

MOLFETTA (BARI) – Oltre 40 persone che con urla e minacce pretendono un sussidio assistenziale, stanno paralizzando la sede di via Martiri di via Fani (zona 167) del Comune di Molfetta, dove si trova anche il sindaco Paola Natalicchio (nella foto), che è barricato in una stanza dalla quale non riesce ad uscire. «Ascolto sempre le proteste delle fasce fragili della popolazione - spiega il sindaco -, ma di altro si tratta. Le politiche di cambiamento poste in essere dal settore Welfare iniziano a dare fastidio»
In 40 protestano al Comune di Molfetta Sindaco barricato
MOLFETTA – Due ore di urla, di pugni alle vetrate e di minacce. Un sindaco costretto a barricarsi in una stanza fino alla resa dei manifestanti, grazie alla mediazione di polizia municipale e carabinieri che li convincono ad accettare un incontro per domattina con il primo cittadino.

E' l’ora di pranzo quando i 40 contestatori, uomini e donne, decidono di abbandonare gli uffici comunali di via Martiri di via Fani, nella zona 167 di Molfetta, dove, con modi muscolari, hanno cercato di riottenere i vecchi sussidi assistenziali rivisti nell’aprile 2013 dal regolamento varato dal commissario prefettizio.

A seguito della riforma è stato predisposto un bando che ha modificato la platea storica degli assistiti, facendo salire da circa 300 ad 800 i beneficiari delle misure. Per far fronte a questo aumento, insostenibile per le casse comunali, la giunta ha stabilito una rotazione semestrale dei beneficiari e ha introdotto il 'voucher lavorò, misure queste contestate oggi dai manifestanti che sono persone assistite dai servizi sociali, perlopiù disoccupati e occupanti abusivi di case, oltre a qualche pregiudicato.

"Insulti, minacce, oltraggio a pubblico ufficiale, interruzione di pubblico servizio. Hanno battuto pugni contro le porte e le vetrate, non potevo uscire dalla stanza, ma sul sistema di assistenzialismo non faremo un solo passo indietro", spiega il sindaco di Molfetta, la 36enne Paola Natalicchio (centrosinistra) che dal 2013 guida questa città di 60mila abitanti a circa 30 chilometri a nord di Bari. Il sindaco ha annunciato che presenterà denuncia ai carabinieri contro chi l'ha minacciata.

"Il tutto – spiega – segue ad alcune minacce ricevute via sms. Avevo un appuntamento con un’associazione di genitori di bambini disabili: è saltato. Sono stata protetta da alcuni vigili e da alcuni carabinieri, ma adesso basta. Non è questa la vita che un sindaco può fare".

Natalicchio non è nuova a fronteggiare chi, ogni giorno,  chiede un lavoro, o semplicemente un sussidio assistenziale.

"Ascolto sempre le proteste delle fasce fragili della popolazione, ma di altro si tratta. Le politiche di cambiamento e innovazione poste in essere dal settore Welfare – spiega - iniziano a dare fastidio. E’ saltato un sistema di assistenzialismo che faceva comodo a molti. Non facciamo un solo passo indietro. Uno solo. Io non ho paura. Ma adesso la città che vuole davvero l’attuazione del nostro programma ci stia accanto. Questa non è più vita. Non possiamo lavorare nella paura".

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400