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BARI - "Sparavano cantavano". Lo ha riferito agli investigatori la moglie di Nicola Lorusso, il padre del boss del quartiere San Girolamo di Bari, ucciso lo scorso 11 gennaio. La donna, testimone oculare del delitto, ha raccontato agli uomini della squadra mobile di Bari, coordinati dal pm della Dda Renato Nitti, di aver visto i killer avvicinarsi cantando, prima che sparassero almeno 20 colpi che hanno ammazzato Lorusso
Agguato mafioso a Bari La vedova racconta «Sparavano e cantavano»    In carcere presunti killer del boss Campanale
BARI - "Sparavano e cantavano". Lo ha riferito agli investigatori la moglie di Nicola Lorusso, il padre del boss del quartiere San Girolamo di Bari, ucciso lo scorso 11 gennaio. La donna, testimone oculare del delitto, ha raccontato agli uomini della squadra mobile di Bari, coordinati dal pm della Dda Renato Nitti, di aver visto i killer avvicinarsi cantando, prima che sparassero almeno 20 colpi che hanno ammazzato Lorusso.

Le indagini sull'omicidio sono in corso e gli inquirenti ritengono che il delitto sia maturato nell’ambito della faida con una famiglia rivale dello stesso quartiere, i Campanale. Solo un anno e mezzo fa, nell’agosto 2013, è stato ucciso il boss Felice Campanale, e i suoi presunti assassini sono stati arrestati ieri dai carabinieri. La morte di Lorusso potrebbe essere una risposta proprio a questo delitto. L’interrogatorio di garanzia di Umberto Lorusso, figlio di Nicola Lorusso e presunto mandante dell’omicidio Campanale, è fissato per domani mattina nel carcere di Bari.

Sarà interrogato domani anche Giacomo Campanale, figlio di Felice, arrestato nell’ambito della stessa vicenda per la sparatoria immediatamente successiva all’omicidio del padre contro il portone di casa Lorusso.  I due presunti esecutori materiali del delitto Campanale, Giacomo Pappagallo e Raffaele Petrone, saranno interrogati per rogatoria nei prossimi giorni nelle località dove sono detenuti.

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