Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 07:52

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Caro 2015, ti prego riporta a Bari i favolosi anni 80

di ALBERTO SELVAGGI
BARI - Ricordi quando esisteva la mamma? Intendo, Mamma come Cristo comanda, cioè gli anni Ottanta. Di’ la verità, che preghi: prega anche tu nel 2015 appena nato che la più bella stagione dopo la morte di Dio, dei credi e del padre possa tornare. Nessuno ci ha dato anni migliori. E in nessun’altra città se non Bari, le coltri ovattate del consumismo ci hanno cullato (nella foto, Franco De Lucia, ex sindaco di Bari)
Caro 2015, ti prego riporta a Bari i favolosi anni 80
di ALBERTO SELVAGGI

BARI - Ricordi quando esisteva la mamma? Intendo, Mamma come Cristo comanda, cioè gli anni Ottanta. Di’ la verità, che preghi: prega anche tu nel 2015 appena nato che un giorno, fosse anche lontano, la più bella stagione dopo la morte di Dio, dei credi e del padre possa tornare. Nessuno ci ha dato anni migliori, anche se dopo li abbiamo pagati. E in nessun’altra città se non Bari, neppure a Milano, le coltri ovattate del consumismo, l’edonismo metafisico che condividevamo con un pernacchio alla depressione dei sanguinari Settanta, ci hanno riempito di effusioni da matriarca, dorate quanto immaginavamo il denaro, e si sono fatti sostanza, abbraccio che ci ha cullati nel passaggio di un’eternità effimera, nel riflusso che ci cavò dall’incubo della battaglia.

Mazinga, Zum Zum via Mauro Amoruso patatine fritte e hamburger giganti, Hotel Ambasciatori, walk-man, gettoni e cabine gialle, telefonate urbane e interurbane, Azzurro dal Petruzzelli, quand’era ancora un teatro, bonazze baresi e cantanti, Claudio Cecchetto e Milly Carlucci, È qui la festa?, Jovanotti, l’intellettuale, Fiat Ritmo, Golf 1300, bunker di Torre a Mare, Commodore 64, Macintosh Apple, Ray-Ban a goccia, Moncler, Timberland, Pet Shop Boys, paninaro, bici cross rosso gialla, Cellar, Rainbow Camelot Snoopy Renoir, piastra Teac e musicassette normal C60, videogiochi Pac-Man Super Mario Bubble Bobble Donkey Kong Space Invaders viale della Repubblica e Unità d’Italia, B52, Kid Creole & The Coconuts in Fiera del Levante, Spandau Ballet, Duran Duran, spaghetti al tartufo socialista a Barletta da Bacco, squadroni di giornalisti che mangiavano a sbafo: viva Franco Borgia, anfitrione e leader formichiano.

È vero, c’era la degenerazione di questo approccio delegato, la diffusione dell’eroina di massa, le morti, le orbite cave, aghi e siringhe e furti con scasso. Ma era lo scotto infinitesimale per il benessere dei sensi che si facevano spirito e che ci portavano avanti, mentre stringevamo il garofano psi del «grazie Bari», o la politica-potere dei lattanziani democristiani. Beh, grazie, a tutti quanti, ladroni e finti santi. E in questo 2015 ancora non sverginato, né stuprato e sepolto sotto l’amianto delle spiagge comunali di Bari, siamo qui a invocare, senza confessarlo, la Madre amabile degli anni Ottanta.

C’era TeleBari con L’uomo d’oggi di padre Leonardi, Superclassifica Show, film per adulti, Notiziario, Gianni Ciardo, Gigi Loperfido, Nanni Besostri, Beppe Capano, il volto indimenticabile di Carmen De Napoli. C’era Drive in. C’era la telenovela Dallas, e Dallas era Bari, gli universitari facevano pausa a casa nel piccolo schermo che J.R. faceva grande. C’erano le discoteche, tante, e nessuno organizzava più assalti come al Hokum di Poggiofranco contro i camerati, niente più pistole sotto le aiole, perché i rossi avevano sotterrato le spranghe. C’era il facciotto da bulldog rassicurante di Franco De Lucia sindaco (1981-1990), volto di un’epoca che ci illuminava: è ancora lì sotto il soffitto affrescato nel 1901 del suo studio legale, col figlio Gianluca, marcato Sorbona, specialista eccellente in diritto internazionale. A contare le pulci della non politica contemporanea. A riflettere il rosa degli anni Ottanta. Perché Bari era regno d’Italia, perché c’erano fiumane di soldi per tutti e la politica si reggeva sul potere delle sue stesse gambe.

C’era la raccomandazione istituzionalizzata. C’era la mazzetta istituzionalizzata con cui si ingolfavano, si ingolfano e si ingolferanno le garze imprenditori e classe dirigenziale. Nessuno metteva becco nella ricotta: ricotta per tutti, muoviti, mangia. Nessuno si empiva la bocca di suoni sterili come «la Casta». Grazie, Dio, se almeno una volta facesti gli Ottanta.

Vigeva il commercio trionfante: e in via Sparano si inginocchiavano perfino i nordisti della moda internazionale. Nasceva Madonna, un genio, non una cantante, che incarna come nessuno la filosofia che ci ha fatto ballare. Tenevamo Fred Bongusto da Mimì Carella a Carbonara, Ania, al Pescatore e al Gambero Mario Chiesa, Paolo Pillitteri, le edicole rigurgitavano, Bari era percorsa da scandali, corna nei circoli chic e scazzottate, portieri di notte, la riffa e le segretarie commari, mogli a giro, primi filmini pirata, il porno cresceva e ci educava.

Rifallo, ti prego, visto che puoi tutto; dico a Te, sì, a Te, se proprio ti gira il miracolo: versa il latte d’oro di Mamma anni Ottanta nelle bocche arse degli esposti sulla ruota del nuovo anno. Figli di un orfanotrofio senza più madri né padri vicari.

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