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Ricercatori universitari vincono concorso ma restano «fantasmi»

BARI – I ricercatori «fantasma» dell’università di Bari hanno prima scritto al Rettore e al Senato accademico chiedendo l’assunzione conquistata con regolare concorso e oggi hanno protocollato un atto di diffida affinchè l’Ateneo concluda l’iter dello scorrimento delle graduatorie dei vincitori di concorso.
Ricercatori universitari vincono concorso ma restano «fantasmi»
BARI – I ricercatori «fantasma» dell’università di Bari hanno prima scritto al Rettore e al Senato accademico chiedendo l’assunzione conquistata con regolare concorso e oggi hanno protocollato un atto di diffida affinchè l’Ateneo concluda l’iter dello scorrimento delle graduatorie dei vincitori di concorso. Sono tre i ricercatori fantasma, come si definiscono, più battaglieri su sei rimasti esclusi da ogni possibilità di mettere fine al precariato. Sono vincitori di concorso da quattro anni, ma ad oggi non è ancora giunta alcuna certezza riguardo alla loro assunzione nonostante deroghe ministeriali ai punti organico stabiliti per coprire il fabbisogno dell’università.

Una querelle che nasce con il blocco delle assunzioni del 2010 e con lo sblocco delle stesse nel 2012. Per primi sono stati contrattualizzati ricercatori anziani. Lo scorrimento della graduatoria ha poi tenuto conto della cosiddetta 'consistenzà dei docenti per coprire le necessità delle varie facoltà. Nel 2013 una nota del Miur consentì la deroga dei punti organico e il 30 luglio vennero assunti due tecnici amministrativi. Quindi l’Ateneo prevedeva di poter contare su 15 punti organico nel 2014, per procedere alla firma di pari numero di contratti. Ma di assunzioni ne sono state consentite 10, meno le unità stabilizzate in amministrazione e sei punti organico per associati da restituire perchè anticipati in precedenza.

Oggi il protocollo di un atto di diffida presentato da 3 ricercatori "fantasma" affinchè l’Ateneo concluda l’iter delle assunzioni nei confronti dei ricercatori vincitori di concorso e la richiesta di audizione al Senato accademico, conclusasi con rassicurazioni del rettore, Antonio Uricchio. Ma l'ultima parola spetterà al Cda.

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