Venerdì 18 Gennaio 2019 | 06:39

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Regionali, sfida di Schittulli «Io non faccio le primarie» E con Decaro duello sui conti

BARI - «Io non faccio le primarie, vado avanti con una coalizione in cui c’è solo un partito che le chiede». Francesco Schittulli non vacilla dinanzi al braccio di ferro interno a Forza Italia che si sta consumando in queste settimane sui gazebo per le regionali: dalla sua ha sia Fratelli d’Italia sia Ncd, che ha già chiesto a tutto il centrodestra di convergere su di lui, insieme a Nuovo Psi e - ovviamente - Movimento Schittulli, respingendo l’ipotesi primarie. E con Decaro è duallo sul bilancio della nuova Città metropolitana. Il sindaco: mi lascia bilancio in defaltu. La replica: non è vero, solo qualche difficoltà
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Regionali, sfida di Schittulli «Io non faccio le primarie» E con Decaro duello sui conti
BEPI MARTELLOTTA
BARI - «Io non faccio le primarie, vado avanti con una coalizione in cui c’è solo un partito che le chiede». Francesco Schittulli non vacilla dinanzi al braccio di ferro interno a Forza Italia che si sta consumando in queste settimane sui gazebo per le regionali. Nè intende restare sulla «graticola» a lungo: dalla sua ha sia Fratelli d’Italia (con Melchiorre e Gemmato che sono pronti a sostenerlo), sia Ncd, che ha già chiesto a tutto il centrodestra di convergere su di lui, insieme a Nuovo Psi e - ovviamente - Movimento Schittulli, respingendo l’ipotesi primarie. Quattro forze, insomma, che potrebbero mettere nell’angolo i fittiani e costringerli, qualora il braccio di ferro con Roma vada avanti, a celebrare da soli, all’interno di Forza Italia, le loro primarie. Perché lui, Schittulli, non molla e, pur indebolito dall’esodo barese capeggiato da Maurodinoia, rilancia la sfida a Emiliano. «Golia - dice - ha paura di perdere contro Davide».

Ieri l’ultimo atto di una sfida nata per questioni amministrative ma che «puzza» di politica: la fine della Provincia il prossimo 31 dicembre e la nascita della Città metropolitana. Il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ha alzato il tiro lanciando al presidente della moribonda Provincia l’allarme sullo sforamento del Patto di Stabilità da parte dell’Ente. Tra riduzioni dell’ultimo quinquennio nel Bilancio (25% in meno delle entrate correnti, 60% in meno delle entrate derivanti da alienazioni, 100% in meno delle entrate derivanti da accensioni di mutui) e sanzioni che potrebbero scattare il prossimo anno causa sforamento, «mi troverei nella paradossale situazione - dice il sindaco - di dover dichiarare il “default” già il giorno del mio insediamento, previsto per il 1° gennaio».

La preoccupazione è tale che, minaccia Decaro, «in assenza di un quadro chiaro e definito dell’attuale situazione finanziaria non parteciperò al passaggio di consegne». In realtà Decaro aveva già nei giorni scorsi preso carta e penna, rivolgendosi al presidente della Regione Nichi Vendola - che ha istruito un Osservatorio regionale sul passaggio di deleghe e personale delle moribonde Province - per chiedere certezze su dipendenti, risorse e poteri che la nascente Città metropolitana sarà chiamata a gestire dal 1° gennaio. Ed ecco sorgere i sospetti di Schittulli: una manovra concertata per indebolire la sua corsa alla Regione.

«È una manovra politico-partitica, sarebbe stato sufficiente che Vendola e Decaro me ne parlassero, come si conviene tra istituzioni, per fare luce sul caso». Caso, che a suo dire, non esiste. Sono veri i 49 milioni di euro in meno decisi dalla legge di Stabilità, non lo sono i 20 milioni di sforamento sospettati dal sindaco né gli 8-9 milioni che deriverebbero da una sanzione. Il Bilancio, ha spiegato Schittulli, è stato approvato lo scorso aprile e un mese dopo sono arrivati gli ulteriori tagli dal governo, ma solo il prossimo anno sarà possibile verificare se un eventuale sforamento ci sia stato o meno. Insomma, «fuffa» politica per gettare un’ombra - questa la sua tesi - sul suo governo specchiato, nel corso del quale non ha fatto né «assunzioni» né «concorsi» come, invece, sta facendo la Regione di Vendola a fine legislatura.

L’oncologo non molla. Ma, nel frattempo, gli appelli dei fittiani al partito romano perché si facciano le primarie - il cui effetto, ad oggi, è stato solo di indebolire il candidato più forte in campo nel centrodestra pugliese - non si contano. Ci ha provato, ancora ieri, Luigi Mazzei: «Perché imporre dall’alto il nome di chi dovrà, per conto dell’intero centrodestra, contendere a Michele Emiliano ed al centrosinistra la guida di una regione al collasso? Si può parlare di primarie senza correre il rischio di dover essere accusati di blasfemia politica?».

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