Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 09:58

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L’idea di un ristoratore «Una pizza per i più poveri»

di TOMMASO FORTE
SANNICANDRO - «Mangiare il pane era un lusso nella mia famiglia. Mia madre, che faceva le pulizie in un noto ristorante di Bari, la sera portava a casa, per fortuna, gli scarti del locale. La aspettavamo per poter mangiare qualcosa. Ho sofferto la miseria». A parlare è Silvestro Ripoli, ristoratore. Il 23 dicembre, antivigilia di Natale, offrirà una pizza, una bevanda e un dolce a quelle famiglie che vivono una situazione di disagio e povertà
L’idea di un ristoratore «Una pizza per i più poveri»
di TOMMASO FORTE
SANNICANDRO - «Mangiare il pane era un lusso nella mia famiglia. Mia madre, che faceva le pulizie in un noto ristorante di Bari, la sera portava a casa, per fortuna, gli scarti del locale. La aspettavamo per poter mangiare qualcosa. Ho sofferto la miseria». A parlare è Silvestro Ripoli, 53 anni, ristoratore. Il 23 dicembre, antivigilia di Natale, Ripoli offrirà una pizza, una bevanda e un dolce a quelle famiglie che vivono una situazione di disagio e povertà. Dunque, anche con una pizza si possono aiutare persone e famiglie infelici. Silvestro, con la moglie e i suoi tre figli, ha deciso, quindi, di compiere un gesto di solidarietà. Negli ultimi tempi Sannicandro vive un forte disagio sociale e le famiglie povere sono aumentate. Un dato che, in ogni modo, accomuna tutte le realtà locali. E la povertà diventa la realtà del vicino di casa, dell’amico con il quale giochi a carte, del passante che osserva una vetrina con gli occhi lucidi, del bambino che non ha giocattoli, della famiglia che riesce a mangiare solo grazie al pacco della chiesa. La povertà, nell’immaginario collettivo dei più, fino a qualche anno fa era un concetto astratto, del quale non si avevano le dimensioni, perché lontana dal vivere quotidiano delle proprie conoscenze, delle proprie frequentazioni. La povertà ha colpito anche categorie impensabili e vicine. È una tragedia sociale, una realtà che spesso è nascosta dall’orgoglio e dalla dignità. I dati della Caritas di Sannicandro sono significativ i. Silvestro Ripoli aggiunge: «Tutti devono poter mangiare, dico tutti. Io ho profonda sensibilità e sono sempre stato ospitale con tutti. Natale è Natale e la felicità deve sprizzare negli occhi dei bambini. Con questa iniziativa - spiega - voglio far gioire chi è malinconico. A Natale bisogna sorridere. Voglio dare il mio contributo sociale, lo sento con profondo amore. Un gesto che tutti dovrebbero fare, senza apparire». Continua con gli occhi lucidi: «Quando avevo 15 anni andavo sul lungomare di Bari, mi immergevo e raccoglievo le piccole cozze. Volevo contribuire con un gesto di amorevolezza nei confronti di mia madre che, con molto coraggio, è riuscita ha sfamare ben sette figli. Il 23 dicembre, dunque, il locale sarà aperto a tutti coloro i quali vogliono gustare una pizza in compagnia di amici, con lo spirito dell’integrazione e della solidarietà. Abbiamo tutti una responsabilità sociale, siamo non solo imprenditori ma anche operatori del bene. La carità non conosce altra regola se non quella di regalare un frammento di umanità e di speranza al prossimo. Bisogna far sapere all’opinione pubblica che l’altruismo esiste. Non ci sono solo pugni in faccia, porte chiuse e disprezzo. Esiste anche e soprattutto l’amore fraterno». Silvestro, infine, invita tutti a collaborare, affinché la serata sia vivacizzata da musiche e canti. Ed è pronto ad accogliere suggerimenti e proposte al fine di realizzare al meglio un appuntamento in cui tutti possano riconoscersi, quello, appunto, della fratellanza e dell’integrazione sociale. I contatti del ristoratore sannicandrese sono: 392/0493653 e 348/6492401.

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