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Pinacoteca di Bari dai ritratti al futuro

di MARIA GRAZIA RONGO
C’è una storia dietro ogni volto. Ogni sguardo che ci contempla dal passato ha una vicenda da raccontare grazie alla maestria artistica di chi ha saputo fermarne il ritratto nel tempo. Una approfondita lettura del genere «ritratto» è quel che propone la mostra «Persone. Ritratti di uomini, donne e bambini (1850-1950) dalle collezioni pubbliche e private pugliesi», realizzata dalla Pinacoteca «Corrado Giaquinto » della Provincia di Bari, a cura della direttrice Clara Gelao
Pinacoteca di Bari dai ritratti al futuro
di MARIA GRAZIA RONGO

C’è una storia dietro ogni volto. Ogni sguardo che ci contempla dal passato ha una vicenda da raccontare grazie alla maestria artistica di chi ha saputo fermarne il ritratto nel tempo. Una approfondita lettura del genere «ritratto» è quel che propone la mostra «Persone. Ritratti di uomini, donne e bambini (1850-1950) dalle collezioni pubbliche e private pugliesi», realizzata dalla Pinacoteca «Corrado Giaquinto » della Provincia di Bari, a cura della direttrice Clara Gelao, grazie all’importante apporto di Caradonna Art Movers. La mostra sarà inaugurata sabato 13 dicembre, alle 17.45 e rimarrà aperta sino al 31 marzo 2015 (orari: martedì-sabato dalle 9.30 alle 19; domenica dalle 9 alle 13; lunedì e festività infrasettimanali chiuso).

Ieri mattina, la presentazione dell’esposizione che raccoglie circa cento opere, tra pitture, sculture e disegni, per un arco di tempo che va dal 1850 al 1950, scelte tra quelle custodite nella Pinacoteca provinciale e altre provenienti dai più importanti musei pugliesi e da collezioni private anch’esse pugliesi.
«L’ultima mostra della Provincia – ha esordito Clara Gelao – ma auspichiamo non sia l’ultima della Pinacoteca».

La discussione si è infatti concentrata sulla situazione in cui versa la Pinacoteca provinciale – come tanti altri musei e istituzioni pubbliche in Italia – che dal 1 gennaio 2015, con la cessazione effettiva degli enti provinciali, non sanno ancora bene quale fine dovranno fare. Sappiamo che la Pinacoteca entrerà nel patrimonio di Bari Città Metropolitana, ma «cosa accadrà alle attività della Pinacoteca stessa?». È questa la domanda che ha posto la direttrice Gelao agli amministratori presenti, il vicepresidente della Provincia, Nuccio Altieri e l’assessore provinciale all’Ambiente, Giovanni Barchetti. Altieri, che si sta battendo affinché la Pinacoteca continui le sue attività, ha sottolineato che «purtroppo la situazione non è ancora chiara, perché mancano i decreti attuativi della legge Delrio che avrebbe dovuto garantire la continuità delle attività ». C’è da dire che la Pinacoteca ha imparato già da diversi anni a fare «le nozze coi fichi secchi», potendo contare, per tutta la sua gestione, solo della cifra irrisoria di 80mila euro all’anno. «E se questa mostra non avesse avuto il supporto essenziale di Caradonna Art – ha precisato Gelao -, con ogni probabilità non si sarebbe potuta realizzare, tenendo conto che è costata 40mila euro».

Alla presentazione sono intervenuti anche Teresa Caradonna e Pietro Sisto. Peculiarità di «Persone» è che per la prima volta, in un percorso espositivo, si traccia la biografia sia del ritrattista che del ritrattato. Sono tanti infatti le curiosità e gli aneddoti che si nascondono dietro e dentro i ritratti in mostra, a cominciare dalla sconosciuta, fino a prima della mostra, Signora americana ritratta da John Singer Sargent nel dipinto conservato nella Pinacoteca barese dal 1946. Le ricerche compiute da Gelao hanno dato un nome al volto della sconosciuta. Si tratta infatti della scrittrice Vernon Lee (pseudonimo maschile di Violet Paget) che Sargent ritrasse tra il 1910 e 1915. E ancora, il ritratto di Vittore Fiore firmato da Carlo Levi nel 1951.

In esposizione anche un inedito di Silvestro Lega, firmato sul retro, che può essere collocato tra il 1850 e il 1860, con un giovane uomo dai tratti malinconici. Tanti i De Nittis in mostra, che rientrano nella collezione della Pinacoteca barese, e alcuni dei quali provengono dalla Pinacoteca «De Nittis» di Barletta. Del cileno Santiago Arcos y Megalde è il finissimo inedito dipinto della signora seduta al piano, scelto per la locandina della mostra. Tra le opere esposte, anche una scultura in gesso patinato color bronzo di Cesare Marino che ritrae nel 1937 l’allora piccolo Pietro Marino, il critico d’arte della Gazzetta, figlio dell’artista (dalla collezione di Paola Marino). E poi De Napoli, Netti, Toma, Barbieri, Cifariello, Martinez, Sperana, Martinelli, Cavalli, Cammarano, Enrico Fiore, Giuseppe De Sanctis, Enrico Lionne, Romolo Pergola, Annibale Belli. Inoltre, per perseguire il fine del dialogo tra le arti, la mostra sarà accompagnata da una serie di brani letterari selezionati da due studentesse dell’ateneo barese, su impulso di Pietro Sisto, evocativi dei ritratti. Corredo dell’esposizione sarà il catalogo edito da Mario Adda.

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