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Rimborsi spese in Aqp indagato Monteforte per truffa e peculato

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Acquisti di natura personale, rimborso di pasti, beni aziendali che non sarebbero stati riconsegnati alla scadenza dell’incarico. Spese di rappresentanza per poche migliaia di euro che, tuttavia, avrebbero creato un danno alle casse dell’Acquedotto Pugliese. Per questo la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati l’ex amministratore unico della società pubblica, Ivo Monteforte (nella foto con Vendola), con le ipotesi di truffa e peculato. Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, è partito nell’agosto 2013 a seguito di una serie di articoli della «Gazzetta» in cui si dava conto delle verifiche della Regione sulle note spese di Monteforte. L’inchiesta è affidata al Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Bari, che ha passato al setaccio la documentazione contabile acquisita negli uffici dell’Acquedotto
Rimborsi spese in Aqp indagato Monteforte per truffa e peculato
di Massimiliano Scagliarini

BARI - Acquisti di natura personale, rimborso di pasti, beni aziendali che non sarebbero stati riconsegnati alla scadenza dell’incarico. Spese di rappresentanza per poche migliaia di euro che, tuttavia, avrebbero creato un danno alle casse dell’Acquedotto Pugliese. Per questo la Procura di Bari ha iscritto nel registro degli indagati l’ex amministratore unico della società pubblica, Ivo Monteforte, con le ipotesi di truffa e peculato.

Il fascicolo, coordinato dal procuratore aggiunto Lino Giorgio Bruno, è partito nell’agosto 2013 a seguito di una serie di articoli della «Gazzetta» in cui si dava conto delle verifiche della Regione sulle note spese di Monteforte. L’inchiesta è affidata al Nucleo di polizia tributaria della Finanza di Bari, che ha passato al setaccio la documentazione contabile acquisita negli uffici dell’Acquedotto: per ottenere chiarimenti sono stati anche ascoltati alcuni dipendenti. All’attenzione degli investigatori sono arrivate ad esempio le fatture dei pasti consumati a Bari, Genova, Pesaro, fatti passare come spese di rappresentanza per impegni istituzionali che, tuttavia, non troverebbero giustificazione. Anzi, addirittura, in alcuni casi Monteforte sarebbe risultato in una sede diversa rispetto a quella del ristorante di cui ha presentato la fattura. Ancora: acquisti di beni di consumo (ad esempio bottiglie di vino) per diverse centinaia di euro che Monteforte si è fatto rimborsare con nota spese. E poi alcuni oggetti di arredamento per la sua abitazione di Bari, anche questa pagata da Aqp, che l’ingegnere genovese non avrebbe restituito al momento di lasciare l’incarico: di qui l’ipotesi di peculato.

Ivo Monteforte ha guidato Aqp fino a novembre 2012, quando è stato licenziato in tronco per aver stabilizzato il direttore generale Massimiliano Bianco, a sua volta sottoposto a procedimento disciplinare (a luglio 2013) proprio per le note spese di Monteforte. Bianco, da pochi giorni amministratore delegato di Iren (una multiutility quotata in Borsa), pur dichiarandosi estraneo al caso rimborsi comprese che era venuto meno il rapporto di fiducia e preferì presentare le dimissioni: Monteforte ha invece impugnato il licenziamento.

Oltre allo stipendio (191mila euro lordi l’anno, più circa altri 55mila come dirigente della controllata Pura Dep) Monteforte aveva a disposizione un appartamento nel centro di Bari da 2.500 euro al mese, una Audi A6 station wagon con autista e il rimborso delle spese di rappresentanza. Sul punto nell’estate 2013 la Regione ordinò una indagine interna, affidata all’ex numero uno Gioacchino Maselli, che fece emergere una serie di problemi: a seguito delle iniziative legali di Monteforte, anche Aqp ha avviato un’azione di responsabilità nei confronti dell’ex manager.

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