Martedì 22 Gennaio 2019 | 05:45

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Donna uccisa nel Barese difesa del reo confesso chiede perizia psichiatrica

BARI – La difesa di Donald Nwajiobi, il nigeriano reo confesso di aver ucciso l’11 novembre 2013 la 60enne Caterina Susca nella sua casa di Torre a Mare (foto), è tornata a chiedere che sia una perizia psichiatrica a stabilire se il giovane sia nelle condizioni di affrontare un processo. Il legale, Antonia Bello, ne ha parlato nella sua discussione nell’udienza del processo con rito abbreviato che si sta celebrando dinanzi al gup del tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli. La difesa ha sottolineato la "personalità disturbata del soggetto" e l’assenza di dati certi sull'età anagrafica
Donna uccisa nel Barese difesa del reo confesso chiede perizia psichiatrica
BARI – La difesa di Donald Nwajiobi, il nigeriano reo confesso di aver ucciso l’11 novembre 2013 la 60enne Caterina Susca nella sua casa di Torre a Mare, è tornata a chiedere che sia una perizia psichiatrica a stabilire se il giovane sia nelle condizioni di affrontare un processo. Il legale, Antonia Bello, ne ha parlato nella sua discussione nell’udienza del processo con rito abbreviato che si sta celebrando dinanzi al gup del tribunale di Bari Annachiara Mastrorilli.

La difesa ha sottolineato la "personalità disturbata del soggetto" e l’assenza di dati certi sull'età anagrafica. "Aspettiamo da oltre un anno – ha detto la legale – il deposito della perizia presso la sezione minori della Corte di Appello". L'avvocato ha ricordato i diversi tentativi di suicidio in carcere del ragazzo, i ripetuti scioperi della fame e i trasferimenti da un penitenziario all’altro, da Bari a Trani e a Taranto e ora a Lecce.

Il giudice ha rinviato ogni decisione alla prossima udienza del 18 dicembre. Nella scorsa udienza il pm che ha coordinato le indagini sul delitto, Manfredi Dini Ciacci, ha chiesto la condanna all’ergastolo per i reati di omicidio volontario, violenza sessuale, furto aggravato e false attestazioni sulla propria identità rese all’autorità giudiziaria. In aula i parenti della vittima si sono costituiti parte civile insieme con l’associazione Giraffa contro la violenza sulle donne. Stando alle indagini della Squadra Mobile di Bari il ragazzo, si sarebbe introdotto nella villa della vittima saltando il cancello e sorprendendo la donna, dopo aver aspettato a lungo il momento più favorevole nascosto in giardino. Secondo gli inquirenti era armato di un paio di forbici con le quali poi colpì Caterina Susca alla base del collo. Stando agli accertamenti medico-legali eseguiti sul corpo del vittima, la donna subì violenza sessuale prima di essere brutalmente uccisa.

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