Martedì 22 Gennaio 2019 | 08:18

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«Usare petardi illegali come rovinarsi la vita arricchendo la malavita»

BARI - La cosiddetta “cultura del petardo”, il ricorso al botto illegale e pericoloso per fare festa è una “cultura” negativa che ogni fine anno produce bollettini di guerra. Una “tradizione” spesso devastante che mette gravemente a rischio l’incolumità del “fuochista”, colui che accende la miccia, quella dei suoi familiari, degli amici che gli stanno intorno
«Usare petardi illegali come rovinarsi la vita arricchendo la malavita»
BARI - «La cosiddetta “cultura del petardo”, il ricorso al botto illegale e pericoloso per fare festa è una “cultura” negativa che ogni fine anno produce bollettini di guerra. Una “tradizione” spesso devastante che mette gravemente a rischio l’incolumità del “fuochista”, colui che accende la miccia, quella dei suoi familiari, degli amici che gli stanno intorno. Innescare l’esplosione di un petardo pericoloso crea una situazione di grave rischio per tutti.
Anche quando i fuochi sono legali vanno utilizzati con grande prudenza. C’è poi un altro aspetto da non sottovalutare: comprare questi veri e propri ordigni vuol dire sostenere mercati illegali, alimentare un business gestito il più delle volte dalla malavita».

Il discorso del colonnello Rosario Castello, comandante provinciale dell’Arma dei Carabinieri fa presa sui ragazzi del quartiere Libertà riuniti nel centro di formazione professionale «Redentore» per ascoltare quelle che potremmo definire «lezioni di legalità». Si tratta di una serie di incontri che tracciano un percorso formativo il cui scopo è guidare ed educare i ragazzi al raggiungimento della consapevolezza dei propri diritti e dei propri doveri.

Un «master» fortemente voluto dal colonnello Castello in stretta intesa con la Direzione Scolastica dell’Istituto Professionale Salesiani e con la collaborazione della Gazzetta del Mezzogiorno. «Il valore aggiunto di questo percorso formativo - spiega il comandate provinciale dei Carabinieri - è il sostegno e la partecipazione delle famiglie. I ragazzi non sono soli mentre affrontano i temi del vivere civile e del rispetto della legge ma hanno i loro genitori accanto. Si cammina e si cresce insieme».

Un esperimento che apre la strada ad un nuovo modo di costruire legalità. Tornando all’incontro sul tema dell’uso di fuochi di artificio, hanno fornito il loro prezioso contributo gli Artificieri Antisabotaggio della Sezione Investigazioni Scientifiche del Reparto Operativo di Bari che hanno messo in guardia ragazzi e genitori sul pericolo rappresentato dai botti inesplosi, autentiche «mine vaganti». Vittime dei fuochi illegali sempre più frequentemente sono i ragazzi di età compresa tra gli 11 e i 14 anni. «È già in corso - ha spiegato il colonnello Castello - un’intensa attività di prevenzione fatta di controlli, ispezioni, indagini il cui obiettivo è colpire il mercato clandestino, togliere dalla circolazione i fuochi illegali e impedire che raggiungano un pubblico di consumatori spesso composto da giovani il più delle volte inconsapevoli». [l.nat.]

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