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Asl, arriva l’ennesimo ricorso slitta la nomina dei manager

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Le nomine dei direttori generali delle Asl slittano alla prossima settimana. Esaurite le primarie del centrosinistra, con Michele Emiliano che avrebbe fatto sapere di non volersi occupare della questione, a bloccare il ricambio dei manager è un nuovo problema burocratico: venerdì, a poche ore dalla scadenza del termine di legge, alla Regione è stato notificato un nuovo accesso agli atti che riguarda l’albo degli idonei
Asl, arriva l’ennesimo ricorso slitta la nomina dei manager
di Massimiliano Scagliarini

BARI - Le nomine dei direttori generali delle Asl slittano alla prossima settimana. Esaurite le primarie del centrosinistra, con Michele Emiliano che avrebbe fatto sapere di non volersi occupare della questione, a bloccare il ricambio dei manager è un nuovo problema burocratico: venerdì, a poche ore dalla scadenza del termine di legge, alla Regione è stato notificato un nuovo accesso agli atti che riguarda l’albo degli idonei.

L’assessorato ha riconvocato la commissione delegata a esaminare le domande degli aspiranti direttori generali, commissione che dovrebbe esprimersi in settimana. Il quadro è tuttavia abbastanza consolidato, e non si discosta molto da quello che la «Gazzetta» ha illustrato un mese fa. L’assessore Donato Pentassuglia avrebbe voluto chiudere la partita già oggi, ma a questo punto si limitera ad illustrare in giunta gli esiti dell’istruttoria fin qui compiuta. Ma resta da risolvere un problema di metodo.

Gli incarichi triennali da assegnare sono sei: cinque Asl (Bari, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto) e un’azienda ospedaliera (i Riuniti di Foggia). L’unica casella certa è quella di Bari, dove andrà Vito Montanaro (attuale direttore amministrativo del Policlinico di Bari). Per il resto vanno collocati i quattro nomi considerati affidabili: Giovanni Gorgoni (oggi alla Bat), Stefano Rossi (direttore amministrativo a Brindisi), Ottavio Narracci (direttore sanitario a Lecce) e Michele Ametta (direttore amministrativo ai Riuniti). Il punto è che tre dei quattro sono dipendenti del sistema sanitario pubblico (Narracci della Asl Brindisi, Rossi di quella di Lecce, Ametta dei Riuniti), e bisogna stabilire se sia opportuno mandarli a dirigere la Asl di provenienza o se invece, in ossequio al principio di rotazione, sia meglio collocarli altrove. Il nodo riguarda anche Massimo Mancini (direttore amministrativo a Bari ma dirigente a Taranto) che potrebbe rientrare nella tornata di nomine insieme ad Antonio Delvino (ex dg della Asl di Massa Carrara e dirigente alla Asl di Bari).

Ametta, sponsorizzato dal rettore di Foggia e dall’ex assessore Elena Gentile, è però dato per certo ai Riuniti dove però sgomita anche il direttore sanitario Antonio Battista (anche lui dipendente dell’azienda). Narracci, molto stimato negli ambienti dell’assessorato, è considerato dall’entourage Vendoliano un po’ troppo vicino all’Udc. Questo potrebbe frenarne la «promozione» a direttore generale a Lecce, come si è detto nelle ultime settimane: potrebbe dunque essere destinato a Taranto. Gorgoni andrebbe dunque a Lecce (non a Brindisi come si è detto finora), Rossi alla Bat (non a Lecce) e Mancini a Brindisi.

La scorsa settimana l’assessorato ha ufficializzato la proroga tecnica di 45 giorni ai dg in scadenza. Sono ancora tutti in carica, con l’eccezione di Mimmo Colasanto (Asl Bari): nonostante il pressing di alcuni pezzi del Pd, l’avvocatura regionale ha formulato parere negativo alla proroga in quanto Colasanto non ha superato la valutazione di metà mandato. Dal Pd è arrivata anche l’indicazione di Bernardo Capozzolo per la Asl Bat, candidatura che gli uffici giudicano però negativamente. Per il resto, le autocandidature non mancano: c’è gente accampata fuori dalla stanza di Pentassuglia alla ricerca di una poltrona o almeno di uno strapuntino. I manager dovrebbero essere ufficializzati martedì 16, poi si aprirà il valzer dei direttori amministrativi e sanitari su cui la partita è ancora più complessa.

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