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Trivellazioni, stop al largo Polignano

di ANTONIO GALIZIA
POLIGNANO (Bari) - La Commissione tecnica nazionale di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) e Valutazione ambientale strategica (Vas) ha bloccato le attività perché il progetto della società londinese, vista la sua complessità e soprattutto visto l’impatto previsto sull’ambiente marino, presenta delle grandi lacune (nella foto i sindaci no triv)
Trivellazioni, stop al largo Polignano
ANTONIO GALIZIA
POLIGNANO A MARE - Stop alla trivellazioni nell’Adriatico con il metodo Air Gun (tecnica di ispezione dei fondali marini eseguita con esplosioni continue di aria al fine di verificare la presenza sottomarina di idrocarburi). A fermare i «cannoni» utilizzati dalla Global Petroleum (la multinazionale inglese che nell’agosto 2013 aveva presentato l’istanza di permesso per la ricerca di giacimenti al largo di Polignano a mare, Monopoli, Bari, Giovinazzo, Molfetta, Fasano, Ostuni, Carovigno, Brindisi, Molfetta, San Pietro Vernotico e Torchiarolo) è il Ministero per lo sviluppo economico.

La Commissione tecnica nazionale di Valutazione dell’impatto ambientale (Via) e Valutazione ambientale strategica (Vas) ha bloccato le attività perché il progetto della società londinese, vista la sua complessità e soprattutto visto l’impatto previsto sull’ambiente marino, presenta delle grandi lacune. Come «l’assenza di uno studio, certificato dalle principali istituzioni scientifiche nazionali e internazionali che si occupano della cetofauna, che contenga il crono-programma, che limiti gli impatti sui grandi cetacei, contenente maggiori dettagli sui periodi di osservazione e avvistamento di mammiferi marini, capodogli».

«È possibile che gli esperti del ministero abbiano compreso che ci sia un probabile legame tra lo spiaggiamento di mammiferi e tartarughe marine avvenuto a Polignano, a Vasto e sul Gargano e la ricerca di petrolio – spiega a questo proposito l’ingegnere ambientale Giuseppe De Leonibus, l’esperto che in uno studio di 333 pagine ha presentato le osservazioni al programma di trivellazioni per conto del Comune di Polignano a Mare - quindi sarebbe il caso di mettere in atto una moratoria contro le trivellazioni o quantomeno una indagine pubblica come previsto dal testo unico sull’ambiente (decreto legislativo 152 del 2006)».

Alla società petrolifera viene inoltre contestata l’assenza di una «relazione costi-benefici sui quantitativi previsionali di idrocarburi estraibili in questa zona dell’Adriatico» e di «uno studio approfondito sull’impatto e i tempi di esecuzione delle indagini geosismiche».

Esultano i comitati e le associazioni a Polignano a Mare, città in prima linea tanto contro le trivellazioni che contro il tracciato dell’elettrodotto Durazzo-Puglia, interventi che, a giudizio del sindaco Domenico Vitto, potrebbero avebbero un impatto devastante su settori ritenuti centrali per l’economia locale, ovvero il turismo e la pesca.

«Le richieste del Ministero - dichiara il primo cittadino - supera nei contenuti il decreto Sblocca Italia che considera strategiche le prospezioni per il sistema energetico nazionale e recepisce le osservazioni prodotte dal nostro consulente che aveva evidenziato nel suo studio le lacune evidenziate ora dalla commissione nazionale». «Siamo fiduciosi – aggiunge Mimmo Lomelo, portavoce regionale dei Verdi e presidente della commissione Ambiente del Comune di Polignano – perché nel momento in cui si chiedono integrazioni vuol dire che il procedimento e le autorizzazioni vengono bloccate. Noi insistiamo col chiedere una moratoria, intanto attendiamo fiduciosi un diniego definitivo».

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