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Bari, beffa Auditorium salta inaugurazione Resta ancora chiuso

di ALESSANDRA MONTEMURRO
BARI - Il cancello di ingresso all’auditorium «Nino Rota» di Bari continua a restare chiuso. L’inaugurazione annunciata in pompa magna durante il sopralluogo di due mesi fa alla presenza del vice ministro D’Onghia era prevista per ieri. Ma le porte del «Nino Rota» non si sono mai aperte. E per ora non si apriranno. Ping pong di responsabilità
Bari, beffa Auditorium salta inaugurazione Resta ancora chiuso
ALESSANDRA MONTEMURRO

BARI - Chiuso. Il cancello di ingresso all’auditorium «Nino Rota» di Bari continua a restare chiuso. L’inaugurazione annunciata in pompa magna durante il sopralluogo di due mesi fa alla presenza del vice ministro D’Onghia era prevista per ieri. Ma le porte del «Nino Rota» non si sono mai aperte. E per ora non si apriranno.

Dal Conservatorio «Niccolò Piccinni» fanno sapere che per domani, 27 novembre alle 12, il vice presidente della Regione Puglia, Angela Barbanente, e il vice presidente della Provincia, on. Nuccio Altieri, sono stati invitati al Consiglio d’amministrazione per trovare una soluzione condivisa per la riapertura dell’auditorium chiuso ormai da oltre 20 anni.

La settimana scorsa, il 19, il Miur, il ministero dell’università, ha erogato 350mila euro, ma non bastano a saldare l’impresa subappaltatrice «Pama», che reclamava il pagamento di due stati di avanzamento dei lavori per 630.370 euro, cui vanno aggiunte le spese di collaudo, prestazioni professionali e riserve, oltre che interessi di mora per il ritardato pagamento quantificabili intorno ai 400 mila euro. E se al pagamento degli interessi di mora il Conservatorio ha risposto attivando i tecnici dei lavori e il Rup per contestare la richiesta con il calcolo delle penali per il ritardo nella consegna dei lavori prevista per il 1º luglio scorso, il resto è necessariamente da saldare.

Secondo il protocollo d’intesa firmato nel 2006 con l’allora ministro Mussi, il Miur avrebbe dovuto erogare 2 milioni di euro. Ad oggi ne manca ancora la metà.

«Il Conservatorio - dice Piero Centrone, presidente dell’istituto musicale barese - ha percorso tutte le strade perché l’opera fosse completata nei tempi e con le metodiche previste. Un’inaugurazione improvvisata ci interessava e interessa poco. Lo avevamo detto sin dall’inizio. Chi è inadempiente è il Miur e forse il vicepresidente Altieri lo dimentica. Del resto una proposta formale per il concerto inaugurale non è mai arrivata al Cda del Conservatorio. Per di più noi non siamo in possesso dell’immobile. E mancano ancora i collaudi. Il problema della gestione oggi ci interessa relativamente. Dobbiamo prima riaprire il luogo fisico. Poi capire chi lo dovrà gestire e come».

A chi lancia accuse parlando di «furbetti delle inaugurazioni» e di parate elettorali di fine mandato Regione e Provincia rispondono che non è così. «Aver definito una data per l’inaugurazione per noi era un auspicio - dice la vice presidente della Regione Puglia, Angela Barbanente -. Il tentativo di smuovere il ministero nell’erogare i fondi che ancora doveva. Del resto noi come Regione - prosegue - abbiamo erogato l’intero finanziamento, fatto salvo per il 5% che possiamo dare solo a collaudo avvenuto. Per quanto riguarda il consiglio di amministrazione invece - precisa - non ho ancora ricevuto alcun invito e non conosco l’ordine del giorno, ma sono convinta che l’auditorium vada aperto e messo al servizio del Conservatorio, della città e dell’intera regione. Una sala così ben fatta per l’ascolto della musica è una risorsa, per tutti».

Nessuna parata anche per il vice presidente della Provincia di Bari, on. Nuccio Altieri: «Se non avessimo agito in questo modo non avremmo completato i lavori e non avremmo ottenuto dal Miur quello che aveva promesso. Adesso che i soldi sono arrivati, con la convocazione del cda di domani non ci sono più scuse - prosegue -. Chiederò un calendario preciso con date, passaggi da affrontare e la definizione di un modello di gestione. Voglio tempi certi. Sono convinto - prosegue - che serva anche un bando per l’affidamento a privati della gestione, garantendo a Provincia e Conservatorio l’utilizzo gratuito. Poterò una bozza di bando che ho già fatto predisporre agli uffici della Provincia in cda. Il conservatorio deve fare quello che serve per la riapertura. Ovviamente continueremo a batter cassa anche con il Ministero per avere la parte mancante del finanziamento promesso».

L'auditorium è sostanzialmente pronto, quindi. Manca qualche rifinitura. La speranza è che con l’inizio del nuovo anno si possa procedere con la sua apertura. E il presidente del Conservatorio aggiunge: «Domani dobbiamo prendere una decisione unanime per uscire da questo imbuto. Possiamo ipotizzare tutte le azioni amministrative, politiche e legali del caso. Personalmente sono pronto a presentare le dimissioni al ministro ove non si arrivi a risolvere la questione entro la fine dell’anno. Sarebbe un’offesa per la città».

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