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Manifesti funebri per provocare

di ENRICA D’ACCIÒ
BITONTO - Humor nero e comicità da funerale per l’azione di guerrilla urbana messa a segno, la notte scorsa, dal collettivo, ancora senza identità, di (Se)Mina Urbana. Lo stesso gruppo che, poco più di un mese fa, regalò alla città le girandole giganti in piazza Marconi, che fecero andare su tutte le furie il sindaco Michele Abbaticchio, costretto poi a furor di Facebook a fare marcia indietro
Manifesti funebri per provocare
di ENRICA D’ACCIÒ

BITONTO - Humor nero e comicità da funerale per l’azione di guerrilla urbana messa a segno, la notte scorsa, dal collettivo, ancora senza identità, di (Se)Mina Urbana. Lo stesso gruppo che, poco più di un mese fa, regalò alla città le girandole giganti in piazza Marconi, che fecero andare su tutte le furie il sindaco Michele Abbaticchio, costretto poi a furor di Facebook a fare marcia indietro, hanno preparato per i bitontini una sorpresa da camposanto. Nottetempo, infatti, sono stati affissi in città decine di manifesti funebri dedicati a diversi temi sociali e, soprattutto, di decoro urbano.

«La Famiglia Bene Comune – recita il primo, facendo il verso ai manifesti per i trigesimi - sentitamente ringrazia quanti hanno partecipato al dolore per la prematura morte del Senso Civico. La sua luminosa vita sia di esempio a chi guida strombazzando, a chi non usa i cestini gettacarte, a chi imbratta i muri, a chi occupa senza averne diritto i parcheggi per disabili, a chi fa il furbo e passa avanti nella fila».

Disoccupazione e giovani il tema del secondo: «Dopo mesi di salute precaria, fiaccato da mesi di cure a tempo determinato, si è addormentato nell’abbraccio della crisi, il lavoro. Ne danno il triste annuncio il padre Studio e la mamma Sacrificio, la moglie Speranza Perilfuturo, con i figli Dignità Personale, Impegno Sociale e Responsabilità Comune. I familiari tutti invitano quanti ancora lo invocano nelle loro preghiere a non smettere di cercarlo e a non dimenticarne la memoria».

Un pensiero per le città abbrutite dal grigio del cemento per il terzo messaggio, che si chiude con una irriverente inversione: «Sopraffatto dal cemento, dopo lunga malattia da gas di scarico, è venuto a mancare il colore. Ne danno il triste annuncio i bambini e gli artisti. lo piangono, inconsolabili, le fioriere senza fiori, le aiuole senza verde, le strade senza luci. Si invitano tutti coloro che l’hanno amato e conosciuto a celebrare la sua memoria. Fiori, non opere di bene».

Non sfuggono all’ironia mortuaria dei guerriglieri urbani neanche i giornali e i social «Nel trigesimo della sua morte, i cittadini tutti ricordano la compianta amica ironia, barbaramente uccisa dalla polemica sterile. Si invitano i politici che si prendono troppo sul serio, gli intransigenti giornalisti e gli instancabili commentatori di facebook a farne memoria con una sana risata».
Grande successo per strada, con capannelli di gente fermi a leggere e a commentare. Frattanto, in città, è partito il toto-nome per cercare di smascherare l’autore, o gli autori, di queste inattese sorprese.

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