Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 04:11

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«Mi ha costretto a ucciderlo» in cella suocero del corniciao Dissidi per questioni di soldi

BARI – Ucciso dal suocero per dissidi famigliari su questioni economiche. Sarebbe morto per questo l'ex collaboratore di giustizia Alessandro Leopardi, 38enne corniciaio di Valenzano (Bari) scomparso da casa il primo ottobre scorso e i cui resti carbonizzati sono stati trovati una settimana dopo nelle campagne a pochi passi da casa sua. Il presunto omicida, Rocco Lagioia (nella foto di Luca Turi si copre il volto), di 68 anni, è stato arrestato oggi dai carabinieri
«Mi ha costretto a ucciderlo» in cella suocero del corniciao Dissidi per questioni di soldi
BARI – Ucciso dal suocero per dissidi famigliari su questioni economiche. Sarebbe morto per questo l'ex collaboratore di giustizia Alessandro Leopardi, 38enne corniciaio di Valenzano (Bari) scomparso da casa il primo ottobre scorso e i cui resti carbonizzati sono stati trovati una settimana dopo nelle campagne a pochi passi da casa sua.

Il presunto omicida, Rocco Lagioia, di 68 anni, è stato arrestato oggi dai carabinieri con l’accusa di omicidio premeditato e distruzione di cadavere. Avrebbe ucciso suo genero sparandogli un colpo di fucile alle spalle e avrebbe poi distrutto quasi del tutto il corpo con un rogo in campagna alimentato con carburante e tubi di gomma. Dall’analisi del dna sui pochi frammenti di ossa carbonizzate ritrovati, gli investigatori sono riusciti ad identificare la vittima.

alessandro leopardiDopo avere escluso la pista della malavita legata al passato dell’uomo, che nel 2005 aveva denunciato tre pregiudicati ritenuti vicini al clan barese Stramaglia consentendone l'arresto, gli investigatori si sono concentrati sui rapporti famigliari. I sospetti si sono così indirizzati sul suocero della vittima. Determinanti per l’arresto sono state alcune testimonianze e intercettazioni ambientali. In una di queste, Lagioia parla tra sè e sè in auto e dice: "Mi ha costretto a uccidere. U so menat n' mezz alla via... L’ho bruciato sto chin d’merda. Che un delinquente era". "E che non lo dovevo uccidere? Uagliò, ma vaffanculo va". Nel suo ragionamento solitario, l'uomo avrebbe fatto riferimento anche a questioni di denaro. Sembra che Leopardi avesse fatto pressioni sul suocero perchè intestasse alcune proprietà alla figlia. L’arresto è stato compiuto in esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare emessa dal gip Ambrogio Marrone su richiesta della procura di Bari. A quanto si è appreso, i tempi sarebbero stati affrettati perchè l’uomo, in una delle intercettazioni, avrebbe manifestato intenzioni suicide.

Secondo gli inquirenti, si tratta di una indagine "piena di elementi indiziari corposi". Ad incastrare Lagioia ci sarebbero anche dichiarazioni dei figli dell’uomo e alcune macchie di sangue che uno dei congiunti ha notato nei campi di famiglia e che Lagioia avrebbe tentato di coprire prima spargendo vinaccia e poi arando. Alcuni testimoni, inoltre, lo avrebbero visto maneggiare taniche di gasolio nello stesso giorno della scomparsa del genero. Infine, un figlio avrebbe visto il padre pulire il fucile qualche giorno prima dell’omicidio di Leopardi (la vittima nella foto a destra).

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