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Ufficiale giudiziario sbaglia indirizzo: nulla una condanna

BARI - Il messo incaricato di notificare gli atti ha dichiarato al Tribunale che l’indirizzo corrispondeva ad un "sito sconosciuto" perchè avrebbe invertito il nome della città col nome della via. Errore che, però non è stato commesso quando all’uomo è stata notificata l’esecuzione della pena di sette anni per una rapina
Ufficiale giudiziario sbaglia indirizzo: nulla una condanna
BARI – E' stato arrestato il 30 agosto scorso per scontare una condanna definitiva a 7 anni e 6 mesi di reclusione per rapina aggravata senza aver però mai saputo di aver subito un processo di appello. Per questo, un pregiudicato barese è stato scarcerato dopo circa due mesi e il processo, che è stato annullato, dovrà essere rifatto.

L’ufficiale giudiziario incaricato di notificare gli atti ha dichiarato al Tribunale che l’indirizzo corrispondeva ad un "sito sconosciuto" perchè avrebbe invertito il nome della città col nome della via. Errore che, però non è stato commesso quando all’uomo è stata notificata l’esecuzione della pena. La Corte di Appello di Bari, accogliendo il ricorso del difensore, ha dichiarato nulla la sentenza di secondo grado disponendo l'immediata scarcerazione dell’imputato in attesa che venga nuovamente processato.

Protagonista della vicenda il pregiudicato barese Michele Di Fronzo, di 43 anni. Fu arrestato nel marzo 2007 per rapina aggravata e violazione della sorveglianza speciale. Era accusato di aver minacciato un uomo con l’obiettivo di sottrargli la borsa contenente effetti personali e soldi. Con il volto coperto da una calzamaglia scura e impugnando una pistola, lo avrebbe colpito e poi derubato. E’ stato detenuto per 7 mesi in carcere e per altri 4 ai domiciliari fino al novembre 2007.

In primo grado, nel dicembre 2009, è stato condannato a 7 anni e 6 mesi di reclusione. Del processo d’Appello (celebrato nel dicembre 2012) non ha mai saputo nulla fino alla notifica della condanna definitiva nell’agosto scorso per scontare i residui 6 anni e 7 mesi. Il difensore, l’avvocato Eustachio Claudio Solazzo, sostiene che la notifica sia stata tentata nell’indirizzo errato, e cioè a Bari in via 'Torre a Marè (che è una frazione del capoluogo) e non come avrebbe dovuto essere a Torre a Mare, in via Bari. Dichiarando nulla la sentenza e di conseguenza l'ordine di carcerazione, la Corte d’Appello ha riportando il procedimento indietro di quattro anni.

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