Martedì 22 Gennaio 2019 | 05:40

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Bari, bonifica Fonderie sciopero e presidio di cento lavoratori

BARI – Da ieri sono in sciopero ad oltranza con presidio permanente i lavoratori, in tutto un centinaio, delle 'Fonderie Meridionalì di Bari, azienda che produce scambi in acciaio per binari ferroviari e dal 2011 è di proprietà di una società della Repubblica ceca, la Dt, che nel 2011 ha rilevato il sito produttivo dalla Lucchini. I 100 lavoratori da settembre sono in ferie forzate e vi rimarranno sino a metà gennaio per lavori di bonifica disposti con provvedimento del tribunale di Bari
Bari, bonifica Fonderie sciopero e presidio di cento lavoratori
BARI – Da ieri sono in sciopero ad oltranza con presidio permanente i lavoratori, in tutto un centinaio, delle 'Fonderie Meridionalì di Bari, azienda che produce scambi in acciaio per binari ferroviari e dal 2011 è di proprietà di una società della Repubblica ceca, la Dt, che nel 2011 ha rilevato il sito produttivo dalla Lucchini.

I 100 lavoratori da settembre sono in ferie forzate (per altri 40 in estate sono scaduti i contratti a tempo determinato senza che siano stati rinnovati) e vi rimarranno sino a metà gennaio per lavori di bonifica disposti con provvedimento del tribunale di Bari (al quale si era rivolta l’azienda), che ha fatto sequestrare parte della fabbrica dopo la scoperta della presenza di rifiuti tombati, scarto di lavorazioni risalenti ad anni addietro.

Lo sciopero è stato proclamato al termine di un’assemblea indetta da Fiom, Fim e Uilm. Sindacati e lavoratori temono che i lavori di bonifica siano, per l’azienda, un pretesto per chiudere il sito produttivo di Bari e trasferirlo altrove a costi minori, trattandosi peraltro di azienda che non avrebbe problemi finanziari. "Il provvedimento del giudice è del 26 agosto scorso – spiega il segretario della Fiom Cgil di Bari, Saverio Gramegna – e riguarda la sezione fusione della fabbrica; i rifiuti tombati sono stati trovati in una zona adiacente. Ma di fatto in questo modo la produzione è ferma ed è bloccata anche la sezione meccanica. La bonifica, partita il 15 ottobre, dovrebbe concludersi il 15 gennaio. Ieri però, quando abbiamo tenuto l’assemblea, in fabbrica non c'era nessun rappresentante dell’azienda. Ecco perchè temiamo che si ripeta il caso della Om Carrelli di Bari, dove si tentò di svuotare la fabbrica portando via gli impianti per trasferirli in altro sito".

I sindacati nel frattempo hanno scritto al Prefetto di Bari, alla Regione Puglia e al Comune di Bari chiedendo un incontro urgente per scongiurare qualsiasi ipotesi di chiusura dello stabilimento.

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