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Stabilizzazione precari della Regione Puglia in Aula a fine mese

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - La stabilizzazione dei cosiddetti 379 precari dovrebbe arrivare in Consiglio regionale entro fine mese. Ma prima che il testo licenziato giovedì passi all’esame dell’Aula, l’assessore Leo Caroli dovrà predisporre un emendamento per fissare i criteri con cui predisporre la graduatoria per scegliere chi entrerà prima: titoli, anzianità di servizio, età anagrafica. Ed anche se nel frattempo tutti i contratti verranno prorogati, nel 2014 i fondi disponibili consentiranno di effettuare meno di 10 assunzioni
Stabilizzazione precari della Regione Puglia in Aula a fine mese
di MASSIMILIANO SCAGLIARINI

BARI - La stabilizzazione dei cosiddetti 379 precari dovrebbe arrivare in Consiglio regionale entro fine mese. Ma prima che il testo licenziato giovedì passi all’esame dell’Aula, l’assessore Leo Caroli dovrà predisporre un emendamento per fissare i criteri con cui predisporre la graduatoria per scegliere chi entrerà prima: titoli, anzianità di servizio, età anagrafica. Ed anche se nel frattempo tutti i contratti verranno prorogati, nel 2014 i fondi disponibili consentiranno di effettuare meno di 10 assunzioni.

È dunque stata sconfessata la linea di Caroli, che avrebbe voluto un «esame» per predisporre la graduatoria. Giovedì mattina, alla presenza di Nichi Vendola, Caroli ha avuto un confronto molto acceso con Mario Loizzo (Pd) e Michele Losappio (Sel), minacciando di ritirare il disegno di legge se non fosse rimasto l’obbligo dell’esame che invece Pd e Sel chiedevano di cancellare ritenendo sufficiente una graduatoria per titoli. Ma Vendola ha invece stabilito che la legge deve andare avanti («La stabilizzazione deve essere fatta», ha scandito), sconfessando così il suo assessore: per questo in Seconda commissione, oltre che l’estensione della stabilizzazione ai precari delle società partecipate e delle agenzie, è stata cancellata anche la parte contestata. Che dovrà dunque essere riscritta.

La legge servirà ad attuare al comma 529 della scorsa legge di Stabilità, una norma voluta dal deputato pugliese Dario Ginefra (Pd): grazie a quelle cinque righe, le Regioni «possono» stabilizzare a domanda chi ha lavorato per più di tre anni, con un rinnovo in deroga alla legge che fissa la durata massima dei contratti a termine. La norma è stata utilizzata anche da altre Regioni, ma per un numero di casi limitatissimi. È solo in Puglia che, a partire dal 2005, gli assessorati sono stati riempiti di personale chiamato tramite le short-list e poi via via confermato tramite avvisi pubblici che avevano come principale requisito proprio quello di aver già lavorato negli assessorati. Un cane che si morde la coda. Anche perché nell’elenco (pubblico) dei precari ci sono anche parenti di politici e di dipendenti regionali, e tanta gente proveniente dai partiti del centrosinistra. «L’ingresso a tempo determinato presso l’ente - riconosce Antonio Camporeale, capogruppo Ncd, che in commissione si è astenuta - non può trasformarsi dopo qualche anno in una sorta di diritto acquisito al posto fisso. Tuttavia non possiamo esimerci da responsabilità verso una platea composta da persone in carne in ossa, che vivono una situazione professionale e umana che va considerata e affrontata».

Oggi la Regione ha in servizio 2.601 persone, su una pianta organica di 3.902: i precari sono quindi il 15% del totale. Per stabilizzarli tutti occorreranno 4 anni e 13,5 milioni, soldi che non ci sono. La capacità assunzionale del 2014 verrà quasi esaurita per assumere i 60 vincitori del concorso per la categoria C, che entreranno in servizio a novembre.

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