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«Buco» conti al Petruzzelli Decaro pronto a intervenire

di NINNI PERCHIAZZI
BARI - A rivelare l’ulteriore poco piacevole situazione contabile è stata la recente pubblicazione del bilancio consuntivo al 31 dicembre 2013 - quello di chiusura dell’era Fuortes -, che certifica un patrimonio netto a -960.244, 93 euro. Il sorprendente ed inatteso dato ha indotto il sovrintendente del Petruzzelli, Massimo Biscardi a invocare l’intervento dei soci della Fondazione
«Buco» conti al Petruzzelli Decaro pronto a intervenire
NINNI PERCHIAZZI

BARI - Fondazione Petruzzelli, è corsa contro il tempo per sistemare i conti. Il sovrintendente chiede aiuto ai soci, il Comune risponde e chiama in causa la Regione, mentre la Provincia ha le mani legate. All’Ente lirico barese serve un milione per ricostituire il patrimonio netto che la gestione commissariale ha reso negativo, mettendo formalmente a rischio la sopravvivenza della Fondazione medesima.

«Siamo pronti a ricapitalizzare il patrimonio della Fondazione coi soldi o con un immobile, vedremo. È una cosa vecchia, che risale al bilancio della stagione 2013, la cui gestione ha già costretto il nuovo sovrintendente ad effettuare un taglio del programma», afferma il sindaco Antonio Decaro, che ha anche inviato l’assessore alla Cultura, Silvio Maselli alla Regione per valutare il da farsi. «Spero che si tratti dell’ultima sorpresa, anche perché abbiamo appena stanziato altri 2 milioni in via straordinaria per il Petruzzelli. E non ne abbiamo molti altri», chiude il sindaco.

A rivelare l’ulteriore poco piacevole situazione contabile è stata la recente pubblicazione del bilancio consuntivo al 31 dicembre 2013 - quello di chiusura dell’era Fuortes -, che certifica un patrimonio netto a -960.244, 93 euro. Il sorprendente ed inatteso dato ha indotto il sovrintendente del Petruzzelli, Massimo Biscardi a invocare l’intervento dei soci della Fondazione affinché riportino il patrimonio netto disponibile in positivo con l’erogazione di un contributo straordinario di un milione. L’appello del Sovrintendente a Provincia, Regione e Comune è datato 11 settembre scorso, con una missiva indirizzata per conoscenza anche al Ministero dei beni culturali.

Risposta negativa del presidente della Provincia, Francesco Schittulli, che al contempo dichiara la «massima disponibilità a partecipare ad un tavolo istituzionale per la soluzione dei problemi, anche perché non è possibile perdere tempo prezioso per un’istituzione come il Petruzzelli». «La Provincia, fino a dicembre, ha solo poteri di ordinaria amministrazione», spiega il senologo nel motivare «l’impossibilità di erogare alcun tipo di contributo, in questo caso straordinario, pur comprendendo la gravità della situazione». «Abbiamo le mani legate, in quanto siamo un “socio a scadenza” della Fondazione», aggiunge Schittulli nel ricordare che da gennaio la Provincia sarà sostituita dalla Città metropolitana nel Cda della Fondazione.

È la seconda tegola contabile che cade sulla testa della Fondazione, frutto della scorsa amministrazione commissariale. Prima un buco di tre milioni di euro nella gestione corrente, frutto di impegni di spesa assunti nonostante non vi fosse la corrispondente copertura, che hanno costretto l’attuale sovrintendente al taglio di altrettanti soldi e il conseguente ridimensionamento del cartellone (due opere cancellate), adesso la sorpresa del patrimonio netto negativo, il cui segno va invertito entro la fine dell’anno al fine di evitare conseguenze ben più pesanti. La più lieve riguarda l’impossibilità ad accedere alla legge Bray che consente di ripianare i debiti verso i fornitori, la più grave potrebbe portare alla chiusura dell’Ente Lirico oppure ad un nuovo commissariamento. Ma si tratta di ipotesi estreme, che Decaro esclude. «Siamo in una fase di transizione, non credo che il ministero sia così rigido», commenta.

Eppure si potrebbe arrivare all’assurdo del commissariamento del commissario - considerato che c’è in esame il periodo della gestione Fuortes -, ma Bari e il Petruzzelli, dopo oltre tre lustri tribolati e tormentati non meritano certo una nuova amministrazione straordinaria.

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