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Puglia, il business elicotteri 10 piste ma pochissimi voli

di MASSIMILIANO SCAGLIARINI
BARI - Sulla carta sono un fiore all’occhiello, perché nessun altra regione italiana può contare su una rete eliportuale pubblica: il fatto è che buona parte delle 10 piste di atterraggio realizzate nel 2010 è sostanzialmente inutilizzata. Eppure la Regione, che ha investito 4,7 milioni per costruirle, spende ogni anno 550mila euro per tenerle in funzione: sono 4.500 euro al mese per ciascuna struttura
Puglia, il business elicotteri 10 piste ma pochissimi voli
di Massimiliano Scagliarini

BARI - Sulla carta sono un fiore all’occhiello, perché nessun altra regione italiana può contare su una rete eliportuale pubblica: il fatto è che buona parte delle 10 piste di atterraggio realizzate nel 2010 è sostanzialmente inutilizzata. Eppure la Regione, che ha investito 4,7 milioni per costruirle, spende ogni anno 550mila euro per tenerle in funzione: sono 4.500 euro al mese per ciascuna struttura.

I dati della Regione (sono nella tabella in alto) dicono che il traffico - distinto tra eliambulanze e voli passeggeri, questi ultimi quasi solo sulla tratta Foggia-Vieste-Tremini - è concentrato su 4 piste, che diventano 5 nel periodo estivo: sono, appunto, quelle del Foggiano. Ma la pista di Bari (che si trova nel Policlinico), quelle del Salento (Supersano e Melendugno, utilizzate però anche dalla Finanza i cui voli non vengono censiti) e anche quelle di Celenza e Foggia non brillano certo per numero di decolli e atterraggi.

Il business dei voli ad ala mobile in Puglia vale circa 6 milioni di euro l’anno. Il padrone assoluto è da sempre la società foggiana Alidaunia, considerata ai vertici del settore in Italia: lavora anche in Basilicata e in Campania (oltre che all’estero), con ottimi riscontri. Alidaunia si è aggiudicata l’appalto - gestito da Aeroporti di Puglia - per la realizzazione delle piste, ed anche quello per la gestione della rete eliportuale pubblica: scaduto a maggio, il servizio è stato appena rifinanziato per il triennio 2014-2016 (1,45 milioni). Ma Alidaunia (che ha ottenuto dalla Regione 1,7 milioni di contributi a fondo perduto per il suo stabilimento di manutenzione) è anche il gestore delle eliambulanze nella Asl di Foggia, per un costo di circa 2,8 milioni di euro l’anno, nonché il concessionario della Regione per i servizi di trasporto pubblico eliportuale: un contratto quarantennale che oggi vale all’incirca altri 2,4 milioni l’anno, pari a circa 15 euro per ogni km volato. Significa che ogni collegamento giornaliero tra Foggia, Vieste e le Tremiti (20 minuti di volo per tratta) costa alla Regione poco meno di 2.000 euro per l’andata e altrettanti per il ritorno. Anche quando l’elicottero - e non è affatto inusuale, soprattutto in inverno - non ha passeggeri a bordo. La partenza dall’aeroporto a Foggia è infatti molto costosa: ai 57 euro del biglietto di bassa stagione (sola andata) bisogna aggiungerne 13 di diritti di imbarco, più di un Bari-Roma con una compagnia low-cost.

Ma il problema riguarda in particolare la rete di emergenza, pensata soprattutto per il Foggiano e per le Tremiti: a farsene carico è infatti la Asl. L’elicottero però è basato a Foggia, il che in estate costituisce un problema perché penalizza Peschici e Vieste. Per non parlare di tutte le altre elisuperfici, dove in pratica il servizio di elisoccorso non esiste: a Bari i voli di Alidaunia si contano sulle dita di una mano, e per il resto si tratta solo di voli delle forze dell’ordine che però non sono attrezzati per il trasporto dei pazienti in codice rosso. Stesso discorso per il Salento, dove non si è mai vista una eliambulanza «regionale», ed i voli passeggeri sono quasi inesistenti. A che servono quelle piste, se non a spendere soldi?

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