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Pentito Tritta: a boss Parisi il massimo grado di camorra

BARI - Il boss mafioso barese 'Savinucciò Parisi è più che un «Mammasantissima» perchè ha ricevuto il massimo grado di Camorra, l'onorificenza 'Regina Elisabettà. Lo ha rivelato in un'aula del Tribunale di Bari il 'pentitò del clan Parisi, Vito Tritta, ascoltato in videoconferenza durante un'udienza del processo 'Dominò, in cui Savinuccio, boss del quartiere Japigia di Bari, è imputato insieme ad altre 46 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, usura, turbativa d'asta e riciclaggio
Pentito Tritta: a boss Parisi il massimo grado di camorra
BARI - Il boss mafioso barese 'Savinucciò Parisi è più che un «Mammasantissima» perchè ha ricevuto il massimo grado di Camorra, l'onorificenza 'Regina Elisabettà. Lo ha rivelato in un'aula del Tribunale di Bari il 'pentitò del clan Parisi, Vito Tritta, ascoltato in videoconferenza durante un'udienza del processo 'Dominò, in cui Savinuccio, boss del quartiere Japigia di Bari, è imputato insieme ad altre 46 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, traffico internazionale di droga, usura, turbativa d'asta e riciclaggio.

Il primo dicembre 2009 le indagini portarono all'arresto di 82 persone, tra cui il boss di Japigia, scarcerato per scadenza termini nel dicembre 2012 ed attualmente detenuto per altra causa. Stando alle dichiarazioni del collaboratore di giustizia, il boss gli riferì che nel 2006 «aveva ricevuto il 'medaglionè e poi la 'Regina Elisabettà, il decimo livello - il più alto - di affiliazione mafiosa (il grado di »Mammasantissima« è il nono).

Rispondendo alle domande dei difensori di Savinuccio, gli avvocati Raffaele Quarta e Rubio di Ronzo, Tritta ha raccontato il suo percorso di collaboratore di giustizia, iniziato nei primi mesi del 2009. »Fui costretto da Savino Parisi a ritrattare, fui anche vittima - ha detto - di un agguato nell'ottobre di quell'anno, mi volevano uccidere, e quando tornai dai magistrati chiesi di essere ammesso ad un programma di protezione perchè avevo paura di restare a Bari«. Il processo proseguirà il 27 ottobre, quando il collaboratore di giustizia risponderà ancora alle domande delle difese. (

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