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Torna la «Vidua Vidue» è festa sulla Muraglia

di ENRICA SIMONETTI
BARI - Si stava tutti assiepati sulla Muraglia, all’altezza di Santa Scolastica: ad un certo punto, il rumore fortissimo degli spari di tre colpi di cannone segnava l’inizio della festa. Una grande festa, che portava i baresi davanti al mare come se fosse la sagra di San Nicola. Era questa la Vidua Vidue, che si celebrava il giorno dell’Ascensione: una ricorrenza ancora più antica dei riti nicolaiani perché segnava il ricordo della liberazione di Bari dall'assedio dei turchi
Torna la «Vidua Vidue» è festa sulla Muraglia
di ENRICA SIMONETTI

BARI - Si stava tutti assiepati sulla Muraglia, all’altezza di Santa Scolastica: ad un certo punto, il rumore fortissimo degli spari di tre colpi di cannone segnava l’inizio della festa. Una grande festa, che portava i baresi davanti al mare come se fosse la sagra di San Nicola. Era questa la Vidua Vidue, che si celebrava il giorno dell’Ascensione: una ricorrenza ancora più antica dei riti nicolaiani perché segnava il ricordo della liberazione di Bari dall'assedio dei turchi grazie all'arrivo della flotta veneziana guidata dal doge Pietro II Orseolo. Parliamo di oltre mille anni fa e cioè del 1002, dell’anno in cui l’Adriatico pugliese cancellò l’incubo dei musulmani.

Una festa primaverile, vissuta tra cielo e mare, con le bande e i banditori, con le grida dei baresi Vidua... vidue («la vedi, la vedi») e le mani che indicavano la palla del cannone, forse mai vista, forse immaginata in quel luogo misterioso della Bari sott’acqua che ancora oggi si chiama «Monte Rosso ». La festa, durata nove secoli, è stata cancellata dal 1968 e ora è pronta al ritorno, nei giorni 18 e 19 ottobre prossimi.
Già nel marzo scorso la commissione consiliare Cultura del Comune di Bari aveva deciso di avviare la procedura per ripristinarla, dopo una serie di richieste precedenti oltre alla più recente, arrivata insieme ad un volume, Il tredicesimo papiro (edizione Il Grillo). firmato da Vito Antonio Loprieno, in cui si narrano gli eventi di quei violenti giorni della Bari assediata dai saraceni. Loprieno ha sostenuto la necessità di ricordare «la coraggiosa resistenza della città alle orde saracene, con il sacrificio di tanti uomini caduti combattendo durante l’as - sedio e le atroci pene che l’intera popolazione dovette subire in quei terribili 5 mesi, dove i morti per fame furono centinaia e centinaia».

E così, dopo una petizione, dopo i tanti ricordi della festa millenaria barese (di cui hanno parlato tanti storici locali a partire dallo stesso Felice Giovine), la festa ricomincia. Sarà presentata in Comune il 13 ottobre e nel frattempo è nata l’Associazione di promozione sociale «La Vidua Vidue», presieduta da Paola Di Marzo (soci fondatori: Archeo Club Bari, Arta aps Archeologia Turismo Arte, Ass. Cult. Radicanto, Ass. Cult. Historia, Ass. Cult. Il Cabaret, Ass. Cult. PugliArte, Associazione Arterrae, Centro Studi Hrand Nazariantz, Centro Polivalente di Cultura Gruppo Abeliano, Città dei Bimbi, Compagnia d’Arme Stratos, Cooperativa Kokopelli, I figuranti di San Nicola, Il Grillo Editore, Soc. Coop. a.r.l. Anonima GR e Timpanisti Nicolaus Barium). L’associazione ha come scopo la progettazione e realizzazione della Festa nella città vecchia, condivisa e patrocinata dalla precedente e attuale amministrazione comunale.

La festa avrà anche il merito di legare Bari e Venezia nell’omaggio alla loro storia, dato che in Laguna si festeggia lo «Sposalizio del Mare», mentre a Bari si ricorderanno le gesta dei baresi e l’eroismo di Orseolo, una grande pagina di storia raffigurata sul sipario del Petruzzelli dipinto da Raffaele Armenise. Quel sipario fu distrutto per sempre nell’incendio del teatro, ma la sua vita, sia pure tra le ceneri, continua.

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