Mercoledì 23 Gennaio 2019 | 16:37

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«Io, medico picchiato da coppia di pazienti volevano certificati falsi»

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BARI - Si sarebbe rifiutato di firmare certificati medici retrodatati e per vendetta sarebbe stato aggredito con pugni sul volto da una paziente e poi ancora dal marito di lei. Vittima il dottor Oreste Capece, medico di base barese con ambulatorio in pieno centro cittadino. «Noi medici spesso siamo esposti a seri rischi collegati alla nostra attività professionale»
«Io, medico picchiato da coppia di pazienti volevano certificati falsi»
di ISABELLA MASELLI

BARI - Si sarebbe rifiutato di firmare certificati medici retrodatati e per vendetta sarebbe stato aggredito con pugni sul volto da una paziente e poi ancora dal marito di lei. Vittima il dottor Oreste Capece, medico di base barese con ambulatorio in pieno centro cittadino. I fatti risalgono alla tarda mattinata di mercoledì scorso. La signora, ultima paziente in studio, aveva chiesto al medico ricette per visite specialistiche, accertamenti di laboratorio e prescrizioni mediche, tutte regolarmente rilasciate. E poi altri due certificati medici, uno per se stessa e l’altro per il marito, relativi ad un incidente stradale, «specificando - spiega il medico - che dovevano essere datati in un periodo antecedente il giorno della richiesta».
«Non potevo - continua - certificare lo stato di salute né di un paziente assente, in questo caso il marito, né in data antecedente. Al mio rifiuto la signora ha inveito contro di me urlando e colpendomi furiosamente e violentemente con pugni e schiaffi al volto e alle braccia» racconta il medico.

«È uscita dallo studio continuando ad urlare» prosegue il racconto. In pochi minuti, allertati dal professionista, sono giunti un’ambulanza del 118 e una pattuglia di Polizia. Il medico racconta di essere sceso in strada per raggiungere gli operatori sanitari e gli agenti, e di essere stato «furiosamente aggredito dal marito» della donna alla presenza del medico del 118. «Mi ha letteralmente spinto contro il muro tenendo ferme le mie braccia e urlando più volte che mi avrebbe ucciso. Non ho reagito alla violenza subita in nome della dignità e dell’onore delle funzioni esercitate» racconta ancora il dottor Capece.

Dopo alcuni momenti di tensione, la situazione si è placata. Agenti e operatori del 118 sono andati via e con loro i presunti aggressori. Il medico è andato all’ospedale San Paolo di Bari per farsi curare. Ha riportato, secondo il referto, lesioni giudicate guaribili in 10 giorni, «trauma cranio-facciale; trauma contusivo- distorsivo del terzo dito della mano destra; stato ansioso reattivo».
Il medico ha quindi deciso di sporgere querela nei confronti dei due pazienti, formalizzando le accuse ieri mattina in Procura «per i reati di aggressione e minacce di morte».

Raccontando l’aggressione, il dottor Capece rivela di aver già ricevuto minacce dagli stessi pazienti alcune settimane prima, per l’analoga richiesta di certificati che il medico non poteva rilasciare. Immediatamente dopo aver depositato la denuncia alla magistratura barese, si è recato quindi al presidio Asl di Japigia per ricusare i due pazienti, marito e moglie, che ora saranno assegnati ad altro medico di base. Ha poi subito informato dell’accaduto il presidente dell’Ordine dei Medici di Bari. «Noi medici spesso siamo esposti a seri rischi collegati alla nostra attività professionale - dice il dottor Capece - e abbiamo bisogno di interventi, anche da parte delle istituzioni, a tutela della nostra sicurezza».

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